L’importanza di avere buoni amici per chi è su un percorso di risveglio spirituale consapevole

In questo articolo tratto di un argomento che tocca tutti noi e che in genere causa molto stress e preoccupazione. Quanto è importante essere circondati da “buoni amici” nella vita? Lo è ancora di più se ci troviamo su un percorso di risveglio spirituale che ci porta ad andare oltre le limitazioni autoimposte. Il problema è che spesso siamo circondati da persone che inconsapevolmente ci buttano giù e ci rendono questo percorso ancora più arduo di quanto non sia già…

Chi è un “buon amico”?

Per chi è su un percorso di risveglio spirituale consapevole un buon amico è qualcuno amici non supportanoche ha una mentalità aperta e che ci sostiene in tutte le nostre scelte e che anzi ci incoraggia a superare i nostri limiti. Si tratta di qualcuno che riesce a vedere “oltre” le apparenze e che non è troppo legato alle convenzioni sociali. In realtà ci sono varie tipologie di buoni amici, come ad esempio persone che pur non essendo spiritualmente consapevoli ci vogliono veramente bene e sono contente di vederci felici e realizzati. Il problema più grande è che spesso chi non ha avuto un risveglio di questo tipo tende ad avere una visione più materialista e negativa della vita, per cui non ci può capire quando esprimiamo l’intenzione di realizzare un progetto che loro ritengono sia difficile o additirittura impossibile da concretizzare. Un esempio pratico è quello della persona spiritualmente risvegliata che condivide con i propri amici il suo progetto di seguire un corso spirituale o intuitivo, oppure di scrivere un libro o di iniziare a svolgere consulti privati o corsi; in questo caso anche se la persona ha dei buoni amici, questi potrebbero tentare di dissuaderla dal concretizzare questi sogni per paura che possa rimanere delusa quando vivrà un fallimento…questi sono “buoni amici” perché tengono veramente a questa persona, tuttavia non sono minimamente in grado di supportarla nelle sue scelte. Se abbiamo buoni amici non “risvegliati” è meglio non condividere con loro le nostre aspirazioni ma limitarci a parlare loro di ciò che abbiamo già realizzato e che possono comprendere.

 

“Il mio miglior amico è colui che sa tirare fuori il meglio di me.”

– Henry Ford –

Amici che ci sostengono nel nostro percorso di evoluzione spirituale

Questa tipologia di amico è spiritualmente risvegliato perciò comprende meglio le nostre amici che supportanoaspettative ed è in grado di sostenerci moralmente. Dobbiamo quindi fare una distinzione importante tra il “buon amico” che però non segue un percorso di consapevolezza e l’amico che invece condivide i nostri stessi ideali: il primo non può capire il perché dei nostri desideri e teme inconsciamente che possiamo superare i limiti imposti dalla società, per cui proverà in tutti i modi a bloccarci e a dissuaderci dal concretizzare i nostri progetti; il secondo invece ci capisce meglio e non proverà mai a bloccarci ma anzi ci incoraggerà. Perciò è importante condividere i nostri progetti solamente con persone che ci capiscono. In certi casi questo implica la necessità di tenere per sé i propri progetti piuttosto che condividerli con tutti.

 

“Un amico è un regalo che si fa a se stessi.”

– Robert Louis Stevenson –

“Amici” che sarebbe meglio lasciare andare…

Dopo aver parlato di buoni amici ed aver fornito esempi concreti, passiamo a trattare di cattivi amici, quelli che è meglio lasciare andare. E’ sempre importante rendersi conto di che tipo di realtà stiamo vivendo e che tipo di persone abbiamo intorno, altrimenti rischiamo di diventare persone inconsapevoli che vivono con la testa tra le nuvole. Capire se un amico è in grado di sostenerci o meno, e se sì fino a che punto, è di fondamentale importanza se vogliamo realizzare a pieno il nostro potenziale! Rischiare di raccontare per filo e per segno il nostro percorso spirituale e personale e condividere incondizionatamente i nostri progetti è molto rischioso perché se queste nostre idee arrivano a persone sbagliate rischiamo di essere travolti dalle aspettative negative o persino dall’invidia altrui. Ripeto che ancora non viviamo in un mondo perfetto ed occorre sapersi difendere…Per cui se un amico non ci capisce, si finge interessato a noi solamente per impicciarsi di ciò che facciamo e parlare male alle nostre spalle, oppure ci butta giù ogni volta dicendoci che non riusciremo mai a realizzare i nostri progetti, si tratta di un cattivo amico. In questo caso non ci sarà più nessun tipo di connessione o legame con questa persona ma il rapporto sarà tenuto insieme dalla paura di uno o di entrambi di rimanere soli o di perdere un amico. E’ quindi arrivata l’ora di lasciare andare questa amicizia…una volta che abbiamo fatto “pulizia” delle influenze che ci buttano giù siamo liberi di aprirci a nuove amicizie. Teniamo sempre bene a mente il detto: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Chi vogliamo essere? Attenzione anche ad amici spiritualmente risvegliati: non è detto che se una persona dice di essere “spirituale” automaticamente condividerà tutti i nostri ideali; in effetti il percorso di risveglio è qualcosa di molto personale e soggettivo, per cui è sempre meglio fare attenzione e non farsi coinvolgere in pratiche che non sono per il nostro Bene Supremo.

Tutto ciò che ho scritto in questo articolo si applica anche alle relazioni con i famigliari e con eventuali partner!

 

“L’amicizia nasce nel momento in cui una persona dice ad un’altra: “Cosa? Anche tu? Credevo di essere l’unica””.

– C. S. Lewis –

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