Sensitivi e insegnanti spirituali: come possiamo lavorare veramente per il Bene Supremo di tutti

Scrivo questo articolo pensando che possa essere di qualche utilità alle persone che studiano per diventare “sensitivi” o “intuitivi” o a chi già lo è da tempo. Proverò a rispondere a domande importanti che prima o poi chiunque di noi si pone. In questo modo chiarirò alcune cose che si danno spesso per scontato ma che non lo sono affatto.

  1. Il sensitivo quando svolge un consulto per conto di un’altra persona deve fare attenzione a non predire il futuro e soprattutto a non spaventarla. Il vecchio modo di fare letture era quello di dire alla persona cosa le sarebbe successo di lì a poco tempo e a tanti piaceva predire la morte imminente del cliente o incidenti inaspettati…ecco perché ancora oggi tante persone associano qualsiasi cosa abbia a che fare con la spiritualità, l’esoterismo, l’occultismo e i sensi psichici al “demonio”, a qualcosa di negativo. Può capitare che durante una lettura ma anche un trattamento energetico il sensitivo avverta un pericolo imminente o senta che deve avvertire il cliente, ma non consiglio mai a nessuno di credere che ciò che ha visto accadrà con certezza. In questi casi, dopo essersi assicurati di aver interpretato correttamente, si comunica al cliente con tatto ciò che si è visto, senza però fare affermazioni, ma semmai si formulano delle domande per capire meglio se ciò che abbiamo visto ha importanza o se è meglio lasciar stare. Purtroppo quando facciamo delle affermazioni l’altra persona, anche se non ci vuole credere, le memorizzerà nel subconscio e finirà per crederci. Funziona in questo modo: io, basandomi su ciò che posso vedere e percepire (si tratta sempre di una visione personale e limitata della questione), dico alla persona: “sei destinata a rimanere in questa relazione nonostante tutto” o che “ti succederà questo” oppure “hai questo problema” e così via…la persona lì per lì può non credere a ciò che ho detto oppure può andare immediatamente nel panico. Ma anche se non crede a ciò che ho detto nei giorni successivi ci rifletterà, avrà una reazione emotiva avversa del tipo: “non ci posso credere, non è possibile…e se invece fosse vero e io mi ero sbagliata perché qualcun altro me lo doveva dire? Magari non sono stata abbastanza ricettiva…” e quindi nel suo subconscio adesso sa di avere quel problema e quindi questo diventerà una realtà per lei. Ma il guaio è che noi possiamo sempre solo percepire i futuri probabili dato che il futuro ce lo costruiamo nel momento presente, e anche se si tende ad andare verso una determinata direzione, all’improvviso, prendendo una decisione diversa o cambiando anche di poco la rotta che si stava seguendo, quel futuro non si realizzerà più ma verrà sostituito con qualcosa di diverso. Quindi non siamo mai sicuri che il futuro che abbiamo predetto sia giusto, anzi spesso la persona è in grado di cambiarlo anche solo desiderando che accada qualcosa di diverso. Il problema è quando imponiamo a qualcun altro di credere nelle nostre predizioni gli / le stiamo togliendo il diritto sacrosanto di creare la propria realtà, violando quindi il suo Libero Arbitrio. Ciò che dico si applica a qualsiasi evento della vita di una persona, e non solo alle letture intuitive. Purtroppo la società ha favorito questa tendenza ad imporre alle persone di credere in cose anche molto brutte pur di manipolarle. Quante volte è capitato che per venderci un prodotto ci minacciassero che senza di questo la nostra esistenza sarebbe stata miserevole? Oppure ci hanno detto che se non facciamo ciò che ci viene detto rischiamo di rovinarci la vita? Formulare predizioni, di qualsiasi tipo, equivale a creare sofferenza inutile ma anche a far perdere alle persone il proprio Potere Personale. Ripeto che il futuro non è scolpito in pietra e in qualsiasi momento lo possiamo cambiare, e spesso lo facciamo senza nemmeno rendercene conto. Nessuno di noi è veramente in grado di “predire” cosa succederà, perché ancora siamo ignoranti e non capiamo come funziona la vita. Anche se seguiamo un percorso di risveglio vediamo solamente la nostra parte di verità. Ricordiamo poi che quando osserviamo il mondo esterno vediamo a mala pena il 5% di tutto ciò che c’è da vedere.
  2. Il sensitivo non si deve mai permettere di svolgere una lettura o un trattamento energetico per una persona che non lo / la vuole ricevere o che non sa nemmeno che qualcuno le sta mandando delle energie. Per quanto queste pratiche possano sembrare poco “tangibili” al livello fisico, in realtà hanno un impatto sulla vita della persona. Dato che tutto ciò che si manifesta nel “fisico” si crea a partire dall’”intangibile” quando agiamo sui piani spirituali stiamo influenzando se non letteralmente trasformando la materia. Nel caso di un trattamento energetico agiamo sul corpo (o doppio) eterico, che è proprio il corpo sottile che determina la forma ma anche ciò che si manifesterà nel corpo fisico; tutti i malesseri e gli squilibri hanno origine qui, al di là di quale sia la causa. Anche sostanze tossiche o velenose presenti nel e radiazioni provenienti dall’ambiente circostante influenzano in negativo il corpo eterico, portandolo a sviluppare squilibri che a seconda della persona si manifestano in modo diverso (sempre più spesso accade che le persone abbiano disturbi che non possono essere categorizzati dalla medicina allopatica perché questa vede appena il 5% del visibile e non ammette l’esistenza di una dimensione spirituale che influenza quella fisica). Invece se si svolge una lettura intuitiva si opera in genere dal piano astrale, e da qui ci vuole poco a turbare la psiche della persona. In certi casi è il sensitivo stesso a risentire di influenze negative a questo livello.
  3. È bene capire con quale tipo di persone il sensitivo è in sintonia e quindi con chi può lavorare e invece da chi si deve tenere alla larga. Capita a tutti di avere sedute “da paura” con clienti “da incubo” e in questi casi semplicemente siate compassionevoli con voi stessi e prendete nota di chi è il vostro cliente ideale: si tratta di persone molto ricettive e che anziché “succhiarvi” energia vi caricano ulteriormente. Se non c’è sintonia è meglio non svolgere una lettura o comunque fermarsi alla prima. Per trovare l’equilibrio il sensitivo dovrà fare molti tentativi e imparare dagli “errori”.
  4. Con le Energie della Nuova Era è possibile fare letture e svolgere trattamenti energetici con maggiore facilità, senza andare in trance, perdere la coscienza del corpo, e senza dover eseguire rituali complicati alla lettera. Il più delle volte basta esprimere una ferma intenzione e concentrarsi: le energie fluiranno lo stesso. Sempre bene specificare che si sta operando per il Bene Supremo di tutti, rispettando il libero arbitrio degli altri. È perfettamente possibile connettersi a dimensioni spirituali (come quella degli Angeli o dei Registri Akashici) rimanendo coscienti e ricevendo le informazioni nel giro di pochi secondi.
  5. Quando trasmettiamo o insegniamo qualcosa agli altri non è nostro compito preoccuparci di come utilizzeranno ciò che abbiamo dato. Spesso è dura per maestri o insegnanti spirituali accettare questo fatto, perché non amano vedere come i loro studenti utilizzino ciò che hanno imparato in un modo che non approvano. Il fatto è che possiamo fare del nostro meglio per infondere sani principi negli altri ma non possiamo stare “col fucile puntato” sulle persone e aggredirle se non si attengono alle nostre regole. Quindi può accadere (ed è accaduto nella storia) che discepoli di un insegnante capovolgessero ciò che hanno appreso e agissero in modo egoistico. Dobbiamo rispettare il fatto che un cliente o uno studente ha bisogno di fare certe esperienze che la sua Anima ha orchestrato e quindi non ci possiamo imporre nemmeno “per il suo bene”, ma dobbiamo rispettare la sua volontà. Naturalmente è sempre una buona idea avvertire il cliente o lo studente dei pericoli di utilizzare male i suoi poteri, ma è l’esperienza che insegna e non le parole.
  6. Il sensitivo o l’insegnante devono avere compassione perché se il cliente o lo studente confessa di star incontrando un problema o si sente un po’ giù non è una buona idea forzarlo a “pensare positivo”. Bisogna avere molto tatto ed evitare di dire cose come: “è colpa tua, dovevi pensarci prima, adesso devi sentirti grato per ciò che hai e formulare pensieri positivi” oppure: “smettila di lamentarti e sii positivo”. Questo tipo di “incoraggiamento” non aiuta nessuno e ci porta ad ignorare la parte d’ombra. Al contrario dobbiamo riconoscere la difficoltà senza però accentuarla ma facendo sentire meglio la persona: “Capisco che stai vivendo un momento difficile e trovo che tu stia reagendo in modo coraggioso, quindi devi essere orgoglioso di te stesso. Vedrai che andrà meglio…dopotutto ci sono continue sorprese nella vita!” o addirittura, se si è vissuta un’esperienza simile si può decidere di raccontare brevemente alla persona come la abbiamo superata, infondendole coraggio. Mai dire a qualcuno che si sente giù: “è colpa tua, devi essere positivo”. Facile dirlo quando va tutto bene, viviamo in un mondo “ovattato” e pieno di certezze e siamo privi di compassione perché ci riteniamo “perfetti” o “intoccabili”. Quindi non è affatto una vergogna essere spirituali e avere problemi umani! Questo ci rende UMILI, e ci impedisce di elevare la nostra persona oltre il servizio che siamo chiamati a portare all’umanità. Diffidate sempre di chi vi dice di essere “immune” a tutto o di non avere mai problemi nella vita e vi fa sentire male perché voi invece avete problemi. Certo ci sono gli estremi: io stessa faccio fatica a prestare ascolto a chi riversa su di me le sue lamentele e non parla mai di altro; ho capito che più ci si lamenta meno problemi si hanno…chi soffre veramente spesso rimane in silenzio e non vuole trasmettere le sue preoccupazioni agli altri. È bene ed è sano dire ciò che si prova e accettare di avere emozioni e pensieri “negativi” e quindi rispettare sé stessi, ma non bisogna mai eccedere né in positivo né in negativo.
  7. Avere aspettative troppo elevate danneggia sia il sensitivo che il cliente. Per quanto possiamo essere bravi, preparati ed esperti, può sempre capitare che la nostra tecnica o il nostro approccio non funzionino su qualcuno. Se il cliente viene aspettandosi che il sensitivo gli fornisca le risposte alle sue domande su un piatto d’argento senza che debba fare nessun tipo di lavoro su di sé o senza sforzarsi nemmeno un po’ di interpretare ciò che gli / le viene detto anziché ricevere tutto passivamente, è un eufemismo dire che la lettura si rivelerà un’esperienza deludente. Purtroppo capita che anche se il sensitivo spiega chiaramente come svolge i consulti e cerca di “educare” le persone che si rivolgono a lui / lei, questi ultimi non si prendano il tempo necessario per leggere e ascoltare ciò che ha da dire il sensitivo in merito e quindi non capiscano che stanno andando da lui / lei con aspettative esagerate. Succede lo stesso a chi propone i suoi metodi come “assolutamente risolutivi, sono l’unico che ha le risposte alle tue domande e che può risolvere i tuoi problemi”. In questo caso succede che le persone perdono la fiducia nel sensitivo o “Maestro” e iniziano a dire che è un ciarlatano. Anche i migliori falliscono e non sempre i loro metodi sono quelli giusti per tutti! Quindi cerchiamo di approcciarci a questo mondo con maggiore pragmatismo, capendo che non sempre è possibile risolvere i nostri problemi “come per magia” e che non dobbiamo né assumerci noi la responsabilità della vita di altre persone né addossare le nostre responsabilità sugli altri.

Soprattutto è importante imparare a rispettare il Libero Arbitrio altrui e capire che ciascuno di noi esprime la propria Divinità in modo unico: pur provenendo tutti dalla stessa Sorgente di Vita siamo unici e non ci sono due persone al mondo che siano al 100% uguali. Non possiamo in nessun modo sostituirci alla Guida Interiore di un’altra persona, non importa quanto siamo “bravi, esperti o perfetti!”.

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