ATTACCO AGLI UTENTI RESIDENTI NEGLI U.S.A. CHE UTILIZZANO UN VPN (fra il 1° e il 6 febbraio 2021) + QUALCHE ALTRA DRITTA SU COME MINIMIZZARE LA DISPERSIONE DI DATI PERSONALI

PREMESSA: ritengo che il fine ultimo di questi attacchi sia sempre quello di impedire la circolazione di idee diverse dal mainstream, ma soprattutto per evitare che la vecchia visione della vita venga sostituita da una nuova, il che comporterebbe uno stravolgimento di tutto…infatti come la fisica stessa ha scoperto è l’osservatore a modificare la realtà osservata e la circolazione di idee eretiche mette in pericolo il “potere” millenario. In particolare gli individui che divulgano informazioni “pericolose” si potrebbero proteggere utilizzando un VPN, e l’impossibilità di servirsi di questi strumenti limiterebbe molto la circolazione di tali informazioni. Tuttavia ritengo che la Verità non possa mai essere nascosta a lungo!

Tutte queste mosse, secondo me, indicano che il “potere” ha paura di perdere il consenso.


Di seguito riporto esattamente ciò che è avvenuto.

Fonte: Rob Braxman Tech e il suo ultimo video.


I primi 4 giorni di febbraio qualche entità sconosciuta ha limitato (o meglio letteralmente “strozzato”) il traffico dati della linea Internet a tutti gli utenti che si servono di un VPN.[1] La limitazione era mirata soprattutto agli utenti che risiedono negli Stati Uniti.

Naturalmente ci sono varie organizzazioni che propongono il loro servizio VPN, una delle più celebri è NordVPN.

Gli attacchi erano diretti ai PORT[2] 1194 UDP e 443 TCP. Questi sono i Port maggiormente utilizzati dai vari VPN.

Esistono 64.000 Port disponibili su ciascuna connessione internet e il Port che restituisce il segnale al computer dell’utente viene scelto a caso dal pc stesso. Per cui è possibile determinare con certezza solo il Port che va in direzione di upload (ossia dal dispositivo dell’utente verso il VPN).

I primi attacchi sono partiti da una dorsale di rete[3] poiché è l’unica ad avere accesso ai Port.

Successivamente, il 5 e il 6 febbraio, le limitazioni sono diventate più mirate e dipendevano dall’ISP,[4] in particolare la compagnia di Provider denominata Spectrum.

Per bloccare il traffico dati SOLO per utenti che si servono di un VPN è stata usata una tecnologia che si chiama “Deep packet inspection router”, la quale permette di controllare il Port al quale si è connessi e anche la firma del dispositivo, il che indica se l’utente sta utilizzando un protocollo VPN. Tale tecnica è la stessa usata in Cina. Ma come già detto, siccome si può determinare con certezza solo il Port che va in direzione di upload (dal computer dell’utente al VPN), la Deep Packet Inspection può essere effettuata solo in upload.

L’unico ente in grado di bloccare il traffico dati in upload in tutti gli Stati Uniti è una dorsale di rete statunitense – ossia coloro i quali controllano i punti di accesso alla rete, denominati “Peering Stationscome AT&T e Verizon.

L’attacco al Port 1194 UPD sembrava essere diretto in direzione di upload (ossia dall’ISP del singolo utente verso la dorsale di rete.) Ciò significa che mentre in download la linea funzionava normalmente in upload era quasi assente – per gli utenti ciò ha significato l’impossibilità di navigare in Internet poiché ci voleva moltissimo tempo per cariche le pagine. Ci si è accorti di questo problema perché non si riusciva più a navigare con il VPN connesso, gli utenti erano costretti a disconnetterlo navigando normalmente, senza questa protezione.

Il 6 febbraio questo “strozzamento” della linea internet che viaggiava per il Port 1194 UPD è cessato, e la connessione ha ripreso a funzionare normalmente.

A quel punto però sono stati gli ISP ad attaccare limitando il traffico in determinati Port e in download. Ora l’attacco partiva dalla dorsale di rete all’ISP del singolo utente. In upload la linea funzionava normalmente mentre in download era molto lenta – ciò comunque comportava problemi di connessione.

Questo secondo tipo di attacco riguardava l’ISP Spectrum, ed è durato per tutta la mattinata del 6 febbraio (fuso orario statunitense), per concludersi la sera.

Per comprendere ciò che stava succedendo ci sono voluti circa 4 giorni, ed è stato necessario apportare modifiche ai profili dei VPN spostandoli su altri Port, quindi gli utenti hanno dovuto scaricarli e impostarli nuovamente.

La questione è un mistero, non si è capito chi ha ordinato questi attacchi, perché sono stati fatti e perché si sono fermati. Si è pensato che si potesse trattare di un TENTATIVO DI IMPEDIRE L’USO DEI VPN…forse partito da un ORDINE GOVERNATIVO SEGRETO (non risulta che il “presidente” degli U.S.A. abbia emanato un tale ordine, ma forse lo ha fatto di nascosto).

Può darsi che si sono fermati perché stavano semplicemente tentando di decongestionare il traffico dati molto pesante dei giorni scorsi (negli U.S.A. c’è stato il SuperBowl, una cosa che ha a che fare col football se non erro) oppure hanno terminato gli attacchi perché si sono accorti che non è possibile bloccare i VPN dato che esistono moltissimi Port? O ancora si tratta di un’operazione troppo costosa?

In ogni caso questo tipo di attacco non è continuo, ci sono delle pause, per cui la connessione risulta instabile per un determinato lasso di tempo e poi torna funzionante.

Ci si sta preparando ad altri attacchi poiché sembra che l’uso dei VPN dia molto fastidio alle grandi piattaforme che si finanziano con la vendita dei dati degli utenti, nonché ai servizi segreti. In tal caso bisognerà prendere misure più drastiche…

Con la Deep Packet Inspection possono aver identificato quali utenti utilizzano strumenti per preservare la propria privacy – come i VPN, poiché hanno potuto risalire ai loro IP. In particolare si sono focalizzati sugli utenti che risiedono negli Stati Uniti.

Le dorsali di rete hanno il potere di “spegnere” in qualsiasi momento specifiche porzioni di Internet, danneggiando però di conseguenza anche le grosse multinazionali come Microsoft…

Il tentativo di bloccare l’uso dei VPN negli Stati Uniti potrebbe indicare che è già pronta una Grande Firewall[5] come quella cinese.

Personalmente mi chiedo perché attaccare una piccola minoranza di utenti (pochissima gente usa i VPN e comunque quelli popolari vendono i dati dei propri utenti)? Che paura possono fare? Se è vero che siamo comunque spiati via satellite e tramite il riconoscimento facciale, che necessità c’è di bloccare l’uso dei VPN?

Secondo me questo è il segnale che il “potere” non sa più come fare per contenere il risveglio delle coscienze – che potrebbe essere molto più esteso e potente di quanto io stessa non creda.

Oggi i tentativi di censura e manipolazione mentale di massa sono più evidenti semplicemente perché ci siamo risvegliati, ma la situazione è rimasta praticamente invariata nei millenni…


NOTE:

[1] Virtual Private Network, una rete privata virtuale che agisce da ponte fra il dispositivo dell’utente – computer, tablet, smartphone – e i siti internet che visita, affidandogli un IP diverso dal proprio, condiviso da vari utenti di quello stesso VPN – e quindi definito “IP pubblico apparente”, in modo da celare la sua identità; quindi l’utente che usa un VPN risulta in una località diversa da quella in cui si trova veramente.

[2] PORT= punto virtuale dal quale le connessioni di rete iniziano e finiscono.

[3] La dorsale di rete o backbone è l’insieme di tutti gli ISP, i quali mettono in comune le loro infrastrutture per far sì che la rete internet possa funzionare fra varie regioni geografiche a grandi velocità. Celebri dorsali di rete sono AT&T e Verizon.

[4] ISP= Internet Service Provider, il fornitore di servizi internet che dietro il pagamento di un abbonamento permette all’utente finale di navigare nel web – Fonte: Facile.it.

Ad esempio in Italia un ISP molto celebre è TIM.

[5] Una censura totale che “impedisce” la libertà di pensiero…ma che gli hacker sanno come aggirare.


QUALCHE ALTRA DRITTA (RAPIDA) PER CONTENERE LA DISPERSIONE DEI PROPRI DATI PERSONALI:

    • Per gli utenti Windows: disinstallare gli antivirus a pagamento e attivare solo Windows Defender (servizio gratuito già integrato nel pc, va solo attivato dopo aver rimosso l’antivirus a pagamento – durante questa operazione consiglio di staccare l’accesso al Wi-Fi).

Infatti gli antivirus a pagamento non fanno altro che proteggere l’utente da virus poco pericolosi sviluppati da hacker inesperti, mentre non può nulla contro quelli veramente pericolosi. Inoltre l’antivirus ha accesso ad ogni singola mossa che esegui col tuo pc ed effettua continuamente delle scansioni, entrando persino nella tua posta elettronica; questo è un vero rischio poiché si cedono tutti i propri dati alla compagnia dell’antivirus…

 

Meglio usare un servizio basico – Windows Defender è il migliore e il più sicuro, non è consigliabile scaricare antivirus gratuiti online – e smetterla di usare antivirus a pagamento, dato che questi comunque non proteggono dai virus più pericolosi.

Naturalmente l’utente deve usare il computer con coscienza (ho già dato qualche indicazione qui) ed evitare di accedere a siti pericolosi.

 

    • Per gli utenti Mac: come ben sapete non serve un antivirus, ma è bene creare un utente non amministratore, soprattutto per navigare in Internet dato che alcuni siti web potrebbero scaricare dei malware senza che l’utente se ne accorga, e se si sta utilizzando il profilo dell’amministratore questi file vengono aperti automaticamente, mentre se ci si è connessi tramite un utente standard o ospite questo non succede.

Se riuscite è consigliabile cambiare il nome del vostro pc / Mac e collegarlo ad un indirizzo email con nome di fantasia.


ARTICOLO PRECEDENTE (DIFENDERSI DALLE BIG TECH: https://lanuovamespirituale.com/2021/01/19/qualche-dritta-su-come-difendersi-dalle-big-tech-nel-2021/


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