Che cos’è la meditazione?

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Che cosa significa meditare?

Anche se oggi esistono un’infinità di tecniche meditative e altrettanti diversi insegnanti formati secondo filosofie spirituali estremamente varie tra loro, il significato fondamentale della meditazione è sempre uno: conoscere e studiare la propria mente, divenendo quindi consapevoli di come funziona veramente la vita sulla Terra. Secondo il buddhismo tibetano, la meditazione E’ consapevolezza essa stessa. Ovvero, meditare è un esercizio mentale che ci sprona a divenire consapevoli di ciò che stiamo pensando, facendo, osservando, ascoltando, percependo nel momento presente. Secondo questa tradizione la meditazione ci aiuta a liberarci dalla sofferenza che deriva da una mancanza di comprensione riguardo il reale funzionamento della vita. Quando ciò che crediamo sia vero non coincide con la Verità Ultima (ovvero che l’esistenza fisica è un’estensione della Sorgente di Vita e che tutto ciò che sperimentiamo in questa dimensione è un riflesso delle nostre credenze ed emozioni) creiamo sofferenza e dolore, senza la possibilità di uscire fuori da questa spirale infernale. Conoscere il funzionamento della propria mente ed osservare come si crea la realtà che viviamo ci porta ad avere maggiore fiducia nella vita e quindi a creare un’esistenza più ricca e felice.

L’infelicità prodotta dallo squilibrio mentale
Non può guarire nemmeno con le migliori medicine – Proverbio tibetano

Consapevolezza = Libertà

1568c83bd76e10e8628aa551b10aa600La chiave della meditazione è la consapevolezza. Questa è la chiave vincente per diventare veramente liberi, in quanto solo quando sappiamo esattamente cosa abbiamo davanti, anche se non sappiamo in che modo “liberarcene”, è come se avessimo illuminato una stanza buia semplicemente premendo l’interruttore della corrente. Ciò che ci appariva ancora più brutto, grosso e mostruoso nel profondo buio dell’inconsapevolezza, ora ci appare così com’è in realtà: niente affatto spaventoso! Magari ci può ancora fare paura, ma con la pratica possiamo imparare a superare questa emozione così difficile. Questa è una metafora di ciò che accade quando iniziamo a praticare con costanza la meditazione e dedichiamo almeno 20 minuti al giorno ad osservare i nostri pensieri, le nostre emozioni, e soprattutto le nostre paure! Uno dei mei insegnanti, Yongey Mingyur Rinpoche, incoraggia tutti noi ad osservare con dolcezza le emozioni più difficili, anche se solo per pochi istanti, spiegando che spesso ciò che riteniamo spaventoso si rivela molto meno orrendo quando impariamo a conoscerlo. Così persino la tua paura più grande può essere in realtà una maschera che cela un’emozione molto meno forte.

Che differenza c’è tra consapevolezza “normale” e “meditativa”? Senza consapevolezza non potremmo funzionare come Esseri Viventi, in quanto non ci sarebbe possibile osservare il mondo circostante, interagire con gli altri, muoverci, camminare, parlare… La consapevolezza meditativa è sapere che si sta fancendo una certa cosa, per esempio: “so che sto pensando a una certa cosa/ so che sto camminando per strada e osservo il movimento dei miei piedi”. Se nella vita di tutti i giorni agiamo e pensiamo automaticamente, dando per scontato la vita stessa, con la meditazione ci accorgiamo della meraviglia di essere in vita e scorgiamo l’essenza di un Potere Creativo Universale che dà vita e muove ogni singolo organismo su questo e altri Piani di Esistenza.

La consapevolezza è il cammino per il senza morte, la mancanza di consapevolezza è il cammino per la morte. Coloro che sono consapevoli non muoiono, coloro che non lo sono è come se fossero già morti.
Siddhārtha Gautama Buddha, Dhammapada (Versi della Legge), V sec. a.e.c.

Come meditare, in pratica?

In pratica la meditazione è molto semplice. Se preferisci seguire una meditazione guidata, puoi provare con le istruzioni fornite in questo mio video: 

Basta sedersi con i piedi che poggiano terra oppure a gambe incrociate (se siete allenati a stare in questa posizione per almeno 20 minuti!), mantenendo la schiena dritta e la testa leggermente chinata in avanti, in modo da assicurarsi di essere perfettamente dritti. Evitate di chinare la testa troppo indietro o in avanti! Tenete le spalle rilassate e poggiate le mani sulle coscie o una mano dentro l’altra sull’addome. Dovrebbe rimanere un piccolo spazio ( un “triangolino” )  tra le braccia e il torso.

Chiudete gli occhi in modo naturale e rilassate quando potete il corpo. Ora notate le sensazioni corporee che percepite, le vostre emozioni, osservate i pensieri che vanno e vengono, prestate attenzione ai rumori del vostro ambiente, oppure notate se ci sono odori particolari, e la temperatura della stanza (calda/ fredda?). In sostanza, potete utilizzare qualsiasi elemento presente nella vostra realtà fisica e portare con dolcezza attenzione su di esso. E’ consigliabile alternare la focalizzazione delle nostre meditazioni (sui pensieri, sulle emozioni, sul corpo, sul respiro, sui suoni, sugli odori, sulla temperatura…) per non renderle ripetitive. Potete anche alternare tenendo di volta in volta gli occhi aperti o chiusi. Noterete col tempo che riuscirete a concentrarvi sul momento presente per periodi sempre più prolungati, e che lo spazio tra un pensiero e l’altro tenderà ad ampliarsi sempre di più.

Ma non aspettatevi completo silenzio o assenza di pensieri ed emozioni! E’ nella natura della mente produrre pensieri a ritmi anche molto veloci! Focalizzatevi invece sulla percezione di tali pensieri ed emozioni!

paintings58cfffc8c9f4eLa mente fisica, con questo graduale processo di consapevolezza e meditazione, si trasformerà essa stessa in sostegno per la pratica meditativa. Piano piano diventerai tu il “capo” della mente e non il contrario! MAI MUOVERE GUERRA ALLA MENTE O AI PENSIERI NEGATIVI! Questo serve solo a raffrozarli! Occorre  invece focalizzarsi sul riconoscere questi pensieri ed emozioni ed esercitarsi ad osservare il funzionamento della mente fisica.

Infine, lo scopo ultimo è quello di applicare la consapevolezza meditativa al di fuori dei 20 minuti quotidiani che all’inizio riservi  a questa, e quindi a tutto ciò che fai. Sii dolcemente (perché solo una parte di te sarà focalizzata su una certa attività o elemento nell’ambiente circostante) consapevole di ciò che stai facendo, dicendo, pensando… si tratta di una pratica molto semplice che ti permette di non reagire come una scimmia impazzita agli stimoli del mondo esterno. Sarai più lucido ed equilibrato, e ne beneficeranno immensamente anche gli altri!

Con la pratica della meditazione scoprirete che avete un paradiso portatile nel vostro cuore. – Paramhansa Yogananda

Come sta evolvendo la pratica meditativa nel Nuovo Mondo

Dopo aver imparato a prestare attenzione a tutto ciò che si fa e aver acquisito una maggiore consapevolezza di sé, la meditazione diventa uno stato dell’essere normale. Ovvero, occorre incorporare l’osservazione meditativa nella nostra vita quotidiana. Grazie alle nuove energie presenti sul Pianeta abbiamo la possibilità di essere in uno stato meditativo in ogni momento della nostra giornata.