L’antico popolo caldeo, Babilonia, la tradizione ebraica e la Kabbalah

Ultimamente mi sto occupando di Kabbalah, un cammino di riscoperta della propria divinità che mi affascina da diversi mesi. Non nascondo che si tratta di un percorso impegnativo e che in certi casi risulta anche difficile da seguire e comprendere, ma ho trovato in questo molte risposte alle domande che mi sono posta in questi anni di risveglio; altre risposte arriveranno presto! 

In questo nuovo articolo desidero occuparmi dell’antico popolo caldeo…infatti la Kabbalah viene sempre associata alla tradizione ebraica anche se si può essere dei cabalisti a-religiosi…Ma ho di recente scoperto che questa tradizione o tecnologia dell’Anima così antica potrebbe risalire ad un popolo di cui si sa poco o niente oggi, i caldei. 

Il mio intento non è assolutamente quello di aprire un dibattito riguardo a quale popolo ha divulgato per primo la Kabbalah né affronterò la tematica dal punto di vista di una religione specifica, io stessa avendo abbracciato un cammino spirituale estraneo al concetto di religione organizzata. Semplicemente vi condurrò insieme a me indietro nel tempo, prima dell’era di Cristo, oltre 2000 anni fa, per conoscere questo antico popolo, oggi quasi dimenticato…

Identikit del popolo caldeo – chi sono i discendenti dei caldei oggi?¹

iu-2I caldei sono un gruppo etnico esistito all’incirca durante il I secolo a.C. in Mesopotamia (che corrisponde all’odierno Iraq, Siria e sud est della Turchia). La loro terra natia si trovava nella vasta piana del sud est venutasi a creare grazie ai depositi del Tigri e dell’Eufrate. I caldei emigrarono nel sud della Mesopotamia intorno al IX secolo a.C. e giunsero fino alle aree circostanti alla Babilonia. I caldei erano divisi in tre tribù principali: i Bit- Dakkuri, i Bit-Amukani, e i Bit-Jakin. È certo che gli assiri mossero guerra ai caldei nel IX secolo a.C.

Nella Tavola delle Nazioni* è scritto che i caldei erano i discendenti di Arpachshad, nipote di Noé. Dopo l’avvento del Cristianesimo il primissimo documento scritto nel quale si menziona il popolo caldeo risale al I secolo d.C., ovvero il manoscritto conosciuto come Dottrina dei Dodici Apostoli o Didaché*, nel quale è scritto: “Gli apostoli stabilirono inoltre: chiunque si rivolga a maghi, indovini e caldei, riponendo la sua fede nel fato e negli oroscopi come fanno coloro i quali non conoscono Dio – fate che anche costui, come un uomo che non conosce Dio, lasci il sacerdozio e che non vi torni mai più” (data: all’incirca 66 d.C.).* Anche i primi racconti siriaci, prima fra tutte la Dottrina di Addai* affermano che i caldei non si vollero convertire alla nuova religione Cristiana. Per questo motivo ai primi che si convertirono alla religione Cristiana venne vietato di mescolarsi in qualsiasi modo con i caldei, tanto che il termine “caldeo” assunse una connotazione fortemente negativa se non addirittura spregiativa per i primi Cristiani.

Nell’800 d.C. il Califfo Al Ma’Mun entrò per la prima volta in contatto con i caldei nell’antica città di Harran. Notò subito che questo popolo praticava una forma di adorazione dei corpi celesti, e quindi non poteva essere riconosciuto come “dhimmi”*. Per cui il Califfo ordinò ai caldei di abbracciare una delle religioni monoteiste riconosciute dal Corano, altrimenti li avrebbe puniti con la morte. Uno sceicco del posto consigliò quindi ai caldei di identificarsi come Sabei,* e così, per salvarsi, i caldei iniziarono a farsi chiamare sabei. Questo evento è stato registrato nei racconti di ricercatori islamici e giudei. “I caldei sono anche conosciuti come sabei, il nome “sabei” è stato attribuito loro ai tempi del Califfo Al Ma’Mun”,* scrisse nell’830 d.C. Al-Khwarizmi. Nel 900 d.C. Ibn Al-Nadim racconta: “A quel tempo lo sceicco disse loro: “quando Al Ma’Mun farà ritorno dal suo viaggio, ditegli: “Noi siamo i sabei”, dato che questo è il nome di una religione che Allah, possa il Suo nome essere sempre glorificato, menziona nel Corano. Professate questa religione e sarete salvati da essa”.* Un’altra fonte è quella lasciataci da Hamzah Al-Issfahani, il quale scrisse, nel 900 d.C.: “Ciò che oggi rimane dei caldei sono le due città di Harran e Rhoa, sappiamo che al tempo del Califfo Al Ma’Mun rinunciarono al loro nome e presero quello di sabei”.*

Riguardo il profeta Abramo (al quale si dice Dio rivelò la Kabbalah e quindi è identificato come il primo cabalista della storia), Musa Ibn Maymun scrisse, nel 1200 d.C.: “È noto a tutti che il patriarca Abramo venne cresciuto secondo la tradizione e la religione dei sabei, per la quale non c’è altra divinità che i corpi celesti”.*

Nel periodo dell’Alto Medioevo i siriaci Cristiani dell’est abitavano la zona a nord di Cipro. Questi erano seguaci della Chiesa d’Oriente, anche chiamati Nestoriani. Per la Chiesa Cattolica i Nestoriani erano degli eretici e tentò sempre di convertirli al Cattolicesimo. Solamente nel 1445 d.C. i Nestoriani acconsentirono a convertirsi al Cattolicesimo, e furono accolti dal Concilio di Firenze presieduto da Papa Eugenio IV, il quale diede ai convertiti Nestoriani il titolo, privo di qualsiasi significato, di “Caldei”. Il Papa decise di chiamare i neo convertiti Nestoriani “Caldei” perché le liturgie praticate da questi erano condotte nel dialetto siriaco orientale che il Papato erroneamente associava al caldeo (un dialetto aramaico). In realtà si pensa che questa erronea associazione fosse da attribuire al biblico Libro di Daniele (Daniele era un nobile ebreo esiliato in Babilonia) scritto in aramaico, lingua per l’appunto connessa all’antico caldeo (il caldeo influenzò anche la lingua ebraica).

Un’altra comunità che si identificò come “caldea” fu quella degli etiopi abissini, e questo dimostra quanto il termine “caldeo” associato ai Nestoriani abbia del tutto perduto la sua connotazione originaria, che identificava un preciso gruppo etnico (i caldei poi divenuti sabei).

Molti storici, teologi e uomini di Chiesa spiegarono in seguito come il termine “caldeo” attribuito ai Nestoriani avesse perduto la sua connotazione originale, e che i nuovi “caldei” non avevano nessun legame con gli antichi “caldei”. Per esempio, nel 1843 la North American Review scrisse, a proposito dei “caldei” Nestoriani: “Il Papa ha conferito loro il venerabile titolo di Caldei, che è però privo di qualsiasi significato, e che i Nestoriani oggi rivendicano come il loro; ma in realtà questi non sono altro che i Nestoriani del Papa, o Nestoriani “Caldei”. *

Riguardo l’identità dei veri caldei John Philip Newman scrisse, nel 1826: “I sabei, o i Cristiani di San Giovanni, come sono popolarmente chiamati, e che vivevano nei pressi di quella che era considerata l’antica Caldea, sono considerati i veri discendenti dei babilonesi e dei caldei”.*

Oggi i sabei che vivono nei pressi dei terreni paludosi e delle piane costiere del sud est dell’Iraq sono chiamati Mandei, termine che deriva dall’antico babilonese “Mandetu” che significa “il sapiente”. Nel Libro Mandeo dello Zodiaco* possono essere trovate testimonianze delle antiche conoscenze caldee in ambito di astrologia. In altre parole nella tradizione odierna mandea è possibile rintracciare tutta una serie di conoscenze dell’antico popolo caldeo della Mesopotamia, e questo proverebbe che sono i mandei dell’Iraq i veri discendenti dei caldei. 

Il popolo caldeo nella Bibbia

Nella Bibbia viene menzionato il popolo caldeo in quanto questo è associato alla città di Ur, dove nacque il profeta Abramo. Ricordo che secondo molte tradizioni cabalistiche Abramo è stato colui che ha ricevuto gli insegnamenti conosciuti come “Qabalah” direttamente da “Dio” e quindi è stato il primo cabalista della storia…perciò il primo cabalista della storia è stato un caldeo! 

È molto interessante notare come tra le molte citazioni bibliche sui caldei una in particolare collega questo popolo al celebre Re Nebuchadnezzar II,² il quale assediò

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Re Nebuchadnezzar II

Gerusalemme e inoltre si ritiene distrusse il Tempio di Re Salomone. Dietro la guida di Re Nebuchadnezzar i caldei sconfissero gli assiri nel 605 a.C. e liberarono Babilonia dal controllo di questi, creando stabilità e inaugurando il periodo Neo-Babilonese (626 – 539 a.C.). Nel 598 / 597 a.C.

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Una ricostruzione dei giardini pensili babilonesi

Nebuchadnezzar II marciò fino al Regno di Giuda a Cana e distrusse la città di Gerusalemme, obbligando l’élite del posto a tornare nella città di Babilonia, dando inizio al celebre periodo della “cattività babilonese”. Dopo aver messo a tacere in più occasioni diversi tentativi di ribellione, Nebuchadnezzar II finalmente riportò la stabilità anche nell’ex Regno di Giuda nel 585 a.C. Babilonia divenne una potenza mondiale, conosciuta poi per i suoi magnifici Giardini Pensili, considerati una delle sette meraviglie del mondo. Anche se la Babilonia di Nebuchadnezzar II viene elogiata e descritta come un luogo paradisiaco dalle cronache del tempo, nel Libro di Daniele viene descritta come un luogo di perdizione, dato che il monarca rifiutava di riconoscere il Dio del popolo ebraico. Alla fine Babilonia fu sconfitta e conquistata dai persiani di Ciro il Grande nel 539 a.C. 

Quando i Neo-Babilonesi o Caldei vennero poi conquistati e assorbiti dall’Impero

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Giardini pensili babilonesi

Achemenide (primo impero persiano) nel 539 a.C., il termine “caldeo” perse del tutto la sua connotazione originaria, che designava un gruppo etnico specifico, ed iniziò ad essere impiegato per designare una classe sociale specifica. Infatti i persiani scopersero ben presto che il popolo che avevano assoggettato, cioè i caldei, erano maestri della lettura e della scrittura, oltre ad essere dei grandi maghi, stregoni, astronomi e astrologi. Per cui si iniziò a diffondere l’idea che gli astronomi e gli astrologi potevano essere solamente caldei, e il termine “caldei” iniziò ad essere utilizzato per designare gli astrologi.* 

I caldei sono il primo popolo ad aver inventato la Numerologia, ed erano in grado di predire il futuro attraverso i numeri. La numerologia caldea permette di convertire le lettere in numeri e i numeri in lettere, ed utilizza solamente i numeri da 1 a 8, dove 1 ha significato di origine, inizio, e 8 di conclusione, fine. La numerologia caldea è conosciuta come la Numerologia Mistica, in contrapposizione alla più diffusa numerologia pitagorica.* 

La prima menzione della Kabbalah nella storia

Gli storici ritengono che la prima menzione della Kabbalah nella storia umana risalga al VI secolo a.C., ai tempi della cattività babilonese, quando l’élite ebraica era tenuta prigioniera dai Neo-Babilonesi.* Si crede che i caldei o Neo-Babilonesi, entrando in contatto col popolo ebraico abbiano trasmesso a quest’ultimo le loro conoscenze esoteriche e in ambito di magia, oltre alla celebre Kabbalah. Molti cabalisti (tra i quali Samuel Liddell MacGregor Mathers, autore della Kabbalah Unveiled*) ritengono che l’alfabeto ebraico derivi da quello caldeo. La lingua caldea era un dialetto aramaico, lo stesso ceppo della lingua parlata da Gesù.* 

Ho inoltre scoperto che diverse tradizioni ritengono che un tempo, agli albori della civiltà umana, tutti noi parlavamo un’unica lingua: l’aramaico (dal quale derivano, tra gli altri, il caldeo e l’ebraico). Per questo se ti capita di ascoltare una canzone o un testo audio di qualsiasi tipo in ebraico sentirai dentro di te che qualcosa di profondo si sta risvegliando: come se quei suoni ti fossero familiari anche se a livello razionale non riesci a comprenderli. 

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La tavola di comparazione tra alfabeto ebraico – caldeo e la lingua inglese fornito da Samuel Liddell Mathers nella sua The Kabbalah Unveiled, 1887.


Note:

¹ La Fonte primaria per questa parte dell’articolo è: Ur of the Chaldeans, Who are the Chaldeans?, YouTube, August 22, 2016:https://www.youtube.com/watch?v=gEba4ZbmuGw.

*La Tavola delle Nazioni è una lunga lista di figli e discendenti di Noè che appare in Genesi 10 della Bibbia ebraica, e rappresenta un’etnologia tradizionale. L’importanza di Noè, secondo la Genesi, deriva dal fatto che la popolazione della Terrafu completamente distrutta durante Diluvio Universale a causa della malvagità degli abitanti: Noè e la sua famiglia furono i soli otto sopravvissuti con il compito di ripopolare la specie umana […]- Fonte: Wikipedia, Figli di Noè, modificata per l’ultima volta il 2 novembre 2018 alle 20:04: https://it.wikipedia.org/wiki/Figli_di_Noè.

*Il Didaché o Dottrina dei Dodici Apostoli è un testo cristiano di autore sconosciuto, datato I secolo d.C. Il testo presenta informazioni riguardo l’organizzazione della Chiesa antica, il catechismo, la morale, il battesimo e l’eucarestia. – Fonte: Wikipedia, Didache, last edited on 30 October 2018, at 00:11 (UTC): https://en.wikipedia.org/wiki/Didache.

*Mia traduzione dall’originale inglese: “The apostles further appointed: whosoever resorts to magicians and soothsayers and Chaldeans, and puts confidence in fates and nativities, which they hold fast who know not God – let him also, as a man that knows not God, be dismissed from the ministry, and not minister again”.

*La Dottrina di Addai è un apocrifo del Nuovo Testamento scritto in siriaco probabilmente nel IV secolo. È riferita ad Addai (nome siriaco corrispondente a Taddeo) e riferito a san Taddeo di Edessa, secondo la tradizione uno dei settanta discepoli di Gesù, da non confondersi con l’apostolo Giuda Taddeo. Il testo descrive l’invio di una lettera del re Abgar V a Gesù Cristo elogiandolo per i miracoli e la saggia dottrina, e invitandolo a Edessa per poterlo adorare e convertirsi a lui. Gesù non risponde, ma dopo la sua morte e risurrezione Tommaso apostolo invia il discepolo Addai-Taddeo a re Abgar, il quale è guarito dal mandylion che Addai porta e si converte al cristianesimo, seguito dalla città di Edessa. – Fonte: Wikipedia, Dottrina di Addai, modificata per l’ultima volta il 27 mar 2017 alle 15:10: https://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina_di_Addai). (Il mandylion (greco “μανδύλιον”, in arabo: ﻣﻨﺪﻳﻞ‎, mandīl, lett. “panno, fazzoletto”) o immagine di Edessa era un telo, venerato dalle comunità cristiane orientali, sul quale era raffigurato il volto di Gesù. L’immagine era ritenuta di origine miracolosa ed era quindi detta acheropita, cioè “non fatta da mano umana”- Fonte: Wikipedia, Mandylion, modificata per l’ultima volta il 13 agosto 2018 alle 21:59: https://it.wikipedia.org/wiki/Mandylion).

*Il Dhimmi era una persona che si trovava sotto la giurisdizione islamica (popoli conquistati) che aveva ricevuto dal governo islamico una sorta di protezione che gli o le consentiva di continuare a professare la sua religione, purché fosse un Credo monoteista tra quelli riconosciuti dal Corano. – Fonte: dhimmi, Merriam-Webster: https://www.merriam- webster.com/dictionary/dhimmi.

* I Saba’ o Sabei (in arabo: السبئيونas-Saba’iyūn, in ebraico: סבא?) furono un antico popolo parlante una lingua sudarabica fiorito nel II millennio a.C. nel sud della penisola Arabica (attuale Yemen). Il loro regno, Saba, o Sheba, fu uno degli antichi regni sud-arabici che prosperarono nella vallata del Bayhan. Erano principalmente politeisti enoteisti, ovvero adoravano una pluralità di divinità senza disconoscere quelle delle culture a loro più o meno prossime. Il regno di Saba iniziò gradualmente a declinare a causa dell’ascesa del vicino regno di Himyar, con la conquista della capitale Ma’rib attorno al 115 a.C. Sotto la dominazione dell’Himyar fiorì la cultura indicata anche come neo-Sabea, sopravvissuta fino alla conquista arabo-islamica, che la conobbe sotto il suo nome di himyarita; nel V secolo i neo-Sabei subirono anche la dominazione del negus abissino Abraha, in seguito verso il 575 d.C. la diga di Ma’rib crollò, causando una catastrofe, e la diaspora sabea verso la regione mesopotamica, dove aderirono al monoteismo sabeo. Prima di questo evento soltanto una piccola parte della popolazione aveva abbracciato l’Ebraismo o il Cristianesimo, e il profeta arabo Maometto nella sua predicazione attribuisce all’idolatria la causa della loro rovina (Sura XXXIV). Nel VII secolo a seguito della conquista islamica dell’Arabia e della disfatta subita dalla profetessa sabea Sajah, anche i Sabei si convertirono in massa all’Islam cessando di esistere come popolo a sé stante. – Fonte: Wikipedia, Sabei (Yemen), modificata per l’ultima volta il 3 ottobre 2018 alle 15:54: https://it.wikipedia.org/wiki/Sabei_(Yemen).

*Mia traduzione dall’originale inglese: “The Chaldeans are also called Sabeans, the name Sabeans was applied to them at the time of Al-Ma’Mun”.

*Mia traduzione dall’originale inglese: “Then he, the Sheikh said to them, when Al Ma’Mun returns from his journey, say to him: “we are Sabeans”, for this is the name of a religion which Allah, may his name be exalted, mentioned in the Koran. Profess it and you will be saved by it”.

*Mia traduzione dall’originale inglese: “What is left of the Chaldeans is now the two cities Harran and Rhoa, and that they in the time of Al Ma’Mun gave up the name Chaldeans and took the name Sabeans”.

*Mia traduzione dall’originale inglese: “It is well known that the patriarch Abraham was brought up in the religion and the opinion of the Sabeans, that there is no divine being except the stars”.

*Mia traduzione dall’originale inglese: “The Pope bestowed upon them the venerable, but unmeaning title of Chaldeans, which they now claim; although they were and are truly nothing more than Papal Nestorians, or Nestorian Catholics”.

*Mia traduzione dall’originale inglese: “Sabeans, or Christians of St. John, as they are vulgarly called, who lived near what was considered to be ancient Chaldea, and who are generally supposed to be descendants of the old Babylonians and Chaldeans“.

*Non sono riuscita a trovare nulla riguardo il Libro Mandeo dello Zodiaco in italiano, mentre in inglese sono disponibili molte informazioni circa questa opera, chiamata “The Mandean Book of the Zodiac“, e se cercate in inglese trovate persino un intero libro dedicato a questa opera. 

² La Fonte primaria per questa parte dell’articolo è: Nebuchadnezzar II – Ancient History Encyclopedia, by Joshua Mark, published on 7 November 2018: https://www.ancient.eu/Nebuchadnezzar_II/

*Fonte: N. S. Gill, The Chaldeans of Ancient Mesopotamia, September 2, 2018, ThoughtCo.:https://www.thoughtco.com/the-chaldeans-of-ancient-mesopotamia-117396.

*Fonte: Adam Goodman, The Chaldean-Hebrew Kabala Numerical Alphabet, Numerology Help, s.d.:http://30geons.blogspot.com/2011/01/chaldean-hebrew-kabala-numerical.html.

*Fonte: Plato and the Kabbalah, Submitted by Anonymous (not verified) on Saturday, 06/05/2010 – 14:30, The Saxon Messenger: https://saxonmessenger.christogenea.org/article/plato-and-kabbalah.

*Vedi il materiale della lezione sulla Qabalah e l’Albero della Vita che ho tenuto il 07/11/2018: https://lanuovamespirituale.com/2018/11/07/live-streaming-07-11-2018-ore-1800-introduzione-alla-qabalah-e-allalbero-della-vita/

*Fonte: Chaldea, crystalinks.com: http://www.crystalinks.com/chaldea.html.