La Parapsicologia, lo spiritualismo, i falsi sensitivi e il celebre caso delle fate di Cottingley

Il presente articolo è un ESTRATTO del CORSO “FONDAMENTI DI PARAPSICOLOGIA ACCADEMICA”.


Che cos’è la parapsicologia?

La PARAPSICOLOGIA è lo studio dei fenomeni paranormali che coinvolgono la mente umana.Nello specifico è lo studio con intento scientifico di tre tipi di eventi paranormali, ovvero percezioni extrasensoriali (“ESP”, tutte le percezioni che non derivano dai cinque sensi), interazione mente-materia (psicocinesi) e apparizioni di fantasmi o spiriti di defunti.

PARA è una parola greca che significa “di fianco, strettamente correlato a, oltre”. Il termine “parapsicologia” ha sostituito “ricerca sui fenomeni paranormali”, ad indicare che tale studio si ètrasformato in una vera e propria disciplina accademica con le proprie metodologie sperimentali. In effetti la parapsicologia è la branca della scienza e della biologia in particolare che studia i fenomeni psi. Se si riuscisse a provare l’esistenza dei fenomeni paranormali, ciò confermerebbe l’esistenza di un modello – al momento sconosciuto – che descrive l’interazione fra gli organismi viventi (come l’essere umano) e l’ambiente che li circonda.

I fenomeni studiati includono:

  • La telepatia.
  • La precognizione o preveggenza.
  • La chiaroveggenza.
  • La medianità.
  • La telecinesi o psicocinesi.
  • Le esperienze ai confini della morte.
  • La reincarnazione.
  • L ’ESP o percezione extrasensoriale.

L’intento è quello di utilizzare un approccio scientifico e accademico per lo studio dei fenomeni paranormali, ovvero di tutto ciò che non rientra nella “normalità” e che la scienza ufficiale non è in grado e in certi casi si rifiuta di spiegare.

Il mainstream vede la parapsicologia come una pseudo-scienza, ed ha contribuito a diffondere l’idea errata che un parapsicologo sia anche un sensitivo; infatti spesso il termine “parapsicologo” viene usato per riferirsi ad un prestigiatore.

Da quando questa disciplina si è trasformata in una scienza accademica[1] i ricercatori hanno rilevato un’alta percentuale di imbrogli negli studi condotti in passato, sia da parte dei sensitivi che da parte degli investigatori. Inoltre questi primi esperimenti erano strutturati in modo errato dato che i ricercatori non conoscevano i trucchi di prestigiazione e non sapevano distinguere fra un fenomeno autentico e uno falso, per cui la disciplina perse credibilità.

I membri della comunità scientifica credono che i fenomeni paranormali non siano altro che i prodotti della mente stessa, allucinazioni insomma, che creano l’illusione di fenomeni spiritici. Secondo gli psicologici fenomeni come la medianità, la precognizione, e le esperienze fuori dal corpo, possono essere spiegate dalla psicologia, non avendo nessuna origine paranormale.

Altri invece – come i parapsicologi accademici – credono fermamente nell’esistenza di fenomeni paranormali e tentano di raccogliere prove che supportino le loro teorie.

C’è poi un altro gruppo di studiosi: quelli che ritengono che i fenomeni paranormali meritino semplicemente di essere indagati, non li negano né vi credono.

Il termine “SCETTICO” in parapsicologia si riferisce sempre a coloro i quali tentano di interpretare i fenomeni spiritici tramite spiegazioni razionali e di tipo psicologico.


[1] Esistono delle università interamente dedicate allo studio del paranormale. Nel mondo anglosassone è perfettamente possibile laurearsi in “parapsicologia”, anche se la maggior parte di questi percorsi non è riconosciuta al livello ufficiale. Alcune università tradizionali offrono dei corsi di parapsicologia.


Storia della parapsicologia

Il termine “parapsicologia” risale alla metà del XVII secolo, ma non entrò nell’uso popolare fino alla fine del XIX secolo, quando iniziò ad essere usato dallo psicologo Max Dessoir.

Prima del XVIII secolo non compaiono studi condotti secondo una metodologia seria e affidabile, anche se troviamo nella letteratura del periodo riferimenti alle apparizioni spiritiche, all’arte della divinazione, alla radioestesia, alla guarigione spirituale e ai poltergeist. Spesso tutti questi argomenti rientravano nel contesto delle credenze religiose, della demonologia e della stregoneria.

Si ritrovano però in questa stessa letteratura reportage di vere e proprie indagini; ad esempio nel XII secolo Giraldo del Gallo (anche conosciuto come Giraldus Cambrensis, in inglese Gerald of Wales) raccontò la storia di diversi fantasmi nel suo Itinerarium Cambriae[1]. Lo stesso autore menzionò l’esistenza di piccole palle di luce scintillanti associate agli spiriti dei dipartiti nella cultura del Galles. Oltre ad aver documentato questi episodi, Giraldo visitò i luoghi e parlò con le persone che avevano vissuto in prima persona quei fenomeni, per ottenere informazioni accurate.


[1] Journey through Wales.


Il diciannovesimo secolo

Verso la metà del diciannovesimo secolo si risvegliò l’interesse per l’investigazione dei fenomeni soprannaturali e, quest’epoca vide l’ascesa di ciò che venne definito “movimento spiritualista”. Questo movimento ebbe origine negli Stati Uniti, proprio grazie al clima culturale estremamente semplice (soprattutto se paragonato a quello europeo – ancora oggi la cultura europea è più sofisticata rispetto a quella statunitense) e rurale dell’America del 1800, dove c’erano più probabilità che si diffondesse l’idea che i fenomeni attribuiti alla comunicazione con i defunti e con l’aldilà (che come vedremo erano inscenati dai medium stessi) fossero reali.

Nel 1848 Kate, Margaretta e Leah Fox di Hydesville, New York, iniziarono a ricevere ciò che definirono “messaggi degli spiriti”, sotto forma di colpi. Le sorelle interpretarono quei messaggi e vi risposero servendosi di un semplice codice secondo il quale un certo numero di colpi rappresentavano determinate lettere dell’alfabeto e un sì o un no. I colpi erano attribuiti al fantasma di un venditore ambulante di nome Charles Haynes, il quale era stato assassinato e le cui ossa furono ritrovate nella cantina della casa.

Nel 1852, pochi anni dopo la divulgazione della notizia che la casa Fox era infestata, si tenne a Cleveland il Primo Congresso Mondiale Spiritistico.

Quando le sorelle Fox ammisero che i suoni li avevano prodotti loro stesse, ormai il fenomeno spiritista si era diffuso a macchia d’olio negli Stati Uniti, dove c’erano migliaia di medium che provavano ad emularle comunicando con i defunti.

Lo spiritualismo divenne rapidamente parte di uno stile di vita alternativo che includeva il vegetarianesimo, il femminismo, una riforma dei costumi e l’omeopatia.

Siccome alcune persone attendevano prove che confermassero la veridicità delle affermazioni fatte dallo spiritualismo, mentre altre volevano provare che si trattava di una frode, in quel periodo nacquero numerose organizzazioni che si occupavano di investigare i fenomeni. La London Dialectical Society (Società dialettica di Londra) e la National Secular Society (Società Secolare Nazionale), insieme alla Society for Psychical Research (Società per la ricerca paranormale), tutte appoggiate dallo psicologo William James, si occuparono di monitorare il progresso dello spiritualismo.  

L’antropologo italiano Alberico Lolli in Quaderni di Parapsicologia, edizione del 1990, riferendosi al fenomeno dello spiritismo, spiega che esso: “[…] rappresenta una grave regressione nella concezione del paranormale, abbassato a una cruda e stravagante visione di un mondo immaginario […], l’idea chiave che sorregge lo spiritismo è una facoltà trans-umana […] che consente di comunicare con le anime dei defunti […] la credenza di una tale facoltà già faceva parte di una antichissima tradizione occulta: maghi, oracoli, pitonesse, sciamani sono sempre esistiti presso tutte le culture, ma appare davvero strano […] che lo spiritismo possa essersi manifestato in maniera così prepotente presso le società occidentali […]”.

Lolli lo definisce una “regressione” perché lo spiritismo si basa su un’idea di magia decisamente primitiva, e che ancora oggi viene divulgata dai mass media, per la quale solo alcuni individui hanno doti definite “magiche”, che consisterebbero nella capacità di interagire con l’ambiente in modo grossolano spostando oggetti e facendoli apparire e scomparire, il tutto finalizzato all’ottenimento di un risultato che possa appagare i desideri più materiali dell’essere umano. Quindi vediamo racconti di maghi che inventano filtri d’amore, che tolgono il malocchio o che assicurano l’ottenimento di un risultato specifico, il quale è spesso legato alla volontà di essere accettati socialmente.

Nel 1856 in Francia venne pubblicato Le Livre des Esprits (Il Libro degli Spiriti), testo ufficiale della dottrina spiritista che venne accolta in tutta Europa. Il libro era opera di un certo Hypolyte Léon Denizard Rivail, conosciuto con lo pseudonimo che gli fu suggerito durante una seduta spiritica, ovvero Allan Kardec. La dottrina kardechiana venne dettata tramite la scrittura automatica e si basa sulla teoria reincarnazionistica, anche se in verità è una sorta di cristianesimo riformato. Kardec fondò la Révue Spirite nel 1858, e successivamente pubblicò moltissime altre opere, fra cui Il Libro dei Medium, che ebbero tutte uno straordinario successo.

La nascita del movimento spiritista e il grande successo che esso ottenne era il segnale che le persone avevano bisogno di riconnettersi con tutto ciò che è occulto, ignoto e trascendente, liberandosi dalla dottrina materialista dominante, secondo la quale il corpo umano è una macchina e ciascuno di noi vive solo una volta.

Un’altra importantissima organizzazione fu la Società Teosofica, fondata a New York nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, William Quan Judge e Henry Steel Olcott.

H. P. Blavatsky[1] era nata nel 1831 in Russia in una famiglia aristocratica. A suo dire che viaggiò per il mondo e passò diverso tempo in Tibet, dove studiò con uomini che chiamava “i fratelli”. La Blavatsky emigrò negli Stati Uniti, stabilendosi a New York nel 1873. Molto presto divenne famosa grazie alle sue capacità psichiche, come la levitazione, la chiaroveggenza, le proiezioni astrali, la telepatia, la materializzazione di oggetti e la chiaroudienza.

La Blavatsky aveva una personalità magnetica che stregava chiunque la incontrasse, facendo sì che la gente ignorasse i suoi difetti di carattere. La Teosofia e la Società Teosofica ebbero un’enorme influenza, che perdura ancora oggi.

Lo Spiritualismo insegna che gli esseri umani sono esseri spirituali che sopravvivono alla morte e che è possibile entrare in contatto con i defunti tramite fenomeni come le apparizioni e con l’aiuto dei medium. In particolare i medium riportano le parole dei defunti tramite processi laboriosi che coinvolgono colpi ai quali corrispondono specifiche lettere dell’alfabeto, tramite i quali si possono quindi creare intere frasi, o tramite l’effetto più noto della trance.

Lo studio delle due opere fondamentali della Blavatsky, ovvero Iside Svelata (Isis Unveiled, 1877) e La Dottrina Segreta (The Secret Doctrine, 1888), permette di comprendere la dottrina teosofica e i princìpi sui quali si fonda, ed entrambi i testi risultano straordinariamente attuali anche se sono stati scritti oltre 140 anni fa.

In Iside Svelata – volume I, La Scienza – la Blavatsky racconta dell’esperienza di Sir William Crookes con il fantasma di Katie King (che vedremo tra poco) oltre che della scoperta dell’abilità definita “psicometria”.

Quando un medium diventava famoso si veniva a formare un circolo di curiosi attorno a lui / lei (molti medium erano donne), che si riuniva più volte la settimana per ricevere dei messaggi tramite il sensitivo. Siccome si trattava di attività illegali e i medium venivano spesso accusati di essere dei folli, molti sensitivi iniziarono ad operare di nascosto, a tenere riunioni in gran segreto riservate a gruppi selezionati e ristretti di persone.

Siccome lo spiritualismo non prevedeva l’adesione a nessun credo specifico, era possibile divenire uno spiritualista adeguando tale visione del mondo / stile di vita alle proprie credenze.

Lo spiritualismo attrasse molti personaggi in vista, i quali si occuparono di condurre delle investigazioni paranormali; ricordiamo i nomi di Judge John W. Edmonds (1816-1874), il politico Agenor de Gasparin (1810-1871), il chimico Robert Hare (1781-1858), l’astronomo e fisico Johann K F Zollner (1834-1882), il naturalista Alfred Russel Wallace (1823-1913), e il fisico Sir William Crookes (1832-1919). I primi reportage erano basati su fatti ottenuti tramite osservazioni casuali, compresi riassunti di sogni precognitivi, descrizioni di tavoli che levitavano e racconti di avvistamenti di fantasmi. Per cui non era ancora stata formulata una metodologia standard per lo studio dei fenomeni.

Nel 1853 il chimico Robert Hare condusse degli esperimenti sui medium ottenendo risultati positivi, anche se altri ricercatori fecero notare che il suo sistema di indagine era pieno di falle, come ad esempio la mancanza di controlli per prevenire gli imbrogli.

Negli anni ’70 del 1800 Sir William Crookes giunse alla conclusione che la scienza aveva il dovere di studiare i fenomeni legati allo spiritualismo e impose una serie di condizioni per poter condurre tali studi. Crookes condusse investigazioni su diversi medium famosi, incluso Daniel Dunglas Home; il fisico britannico era convinto che Home fosse un medium genuino. Ma quando Crookes tentò di pubblicare i risultati delle sue ricerche, ciò causò il putiferio nella comunità scientifica.

Due scienziati che credevano nei fenomeni paranormali erano Henry Sidgwick e Frederick Myers. Le esperienze di Myers ispirarono Crookes, Sidgwick e un amico di nome Edmund Gurney, così si unirono tra di loro dando vita ad un gruppo di investigazione dei fenomeni paranormali. Il Sidgwick group venne fondato nel 1874 e denunciò diversi medium fraudolenti. Il gruppo si imbatté anche in fenomeni che non riuscì a spiegare.

I primi esperimenti sulla chiaroveggenza furono resi pubblici nel 1884 da Charles Richet (1850-1935), un professore all’Università di Parigi che ricevette il Premio Nobel nel 1913 per il suo lavoro sull’anafilassi. Nel famoso esperimento con le carte da gioco queste erano state chiuse in buste di carta e un soggetto ipnotizzato doveva tentare di identificarle; il soggetto ebbe successo in una serie di 133 esperimenti, ma il numero di risultati positivi crollò drasticamente, dimostrando così che essi erano stati nientemeno che il frutto del caso, quando lo stesso esperimento fu condotto davanti ad un gruppo di scienziati riuniti a Cambridge. Richet divenne in seguito il presidente della Society for Psychical Research (Società per la ricerca psichica).

Molti scienziati famosi del diciannovesimo secolo credevano nell’esistenza della vita dopo la morte, incluso Thomas Edison. Quest’ultimo si prodigò per costruire una macchina che permettesse ai vivi di vedere e comunicare con i morti. Edison credeva che l’anima fosse fatta di “unità di vita”,particelle microscopiche che possono assumere la forma che vogliono, che conservano memoria di ogni cosa che accade e della personalità che vanno a formare e che sono indistruttibili. Purtroppo Edison morì prima che la sua macchina fosse finita.

Daniel Dunglas Home (1833-1886) era conosciuto per le sue levitazioni corporee, oltre che per le levitazioni di altri oggetti, durante le sedute medianiche. In un episodio famoso si narra che Home andò in trance e il suo corpo levitò, quindi attraversò una finestra, sollevandosi oltre 21 metri da terra; rimase così sospeso in aria, e gli astanti lo potevano osservare da una finestra che si trovava nelle vicinanze di quella dalla quale era uscito; infine il medium rientrò da questa stessa finestra, passando prima con i piedi.

Sir William Crookes assistette a diversi episodi di levitazione di Home, e ideò un esperimento durante il quale il sensitivo fece suonare una fisarmonica chiusa in una gabbia di fil di ferro, tenendola con una sola mano e dal lato opposto a quello dei tasti.


[1] Per chi desidera studiare in modo più approfondito la Teosofia: trovate una voce nel menu principale del sito web “lanuovamespirituale.com” interamente dedicata alla Teosofia.


GIOCHI DI PRESTIGIO USATI DAI FALSI SENSITIVI

Ecco alcuni dei giochi di prestigio usati dagli spiritualisti:

  • Indossare maschere e parrucche per impersonare uno spirito.
  • Utilizzare una sedia speciale celata da un gabinetto spiritico per nascondere il materiale di scena.
  • Avere un complice fra i partecipanti alla séance.
  • Ingoiare nastri di mussolina o tessuti simili e produrli come ectoplasmi.
  • Utilizzare i piedi per sollevare i tavoli.
  • Strofinare l’olio di fosforo sulle mani per mostrare la luce “emessa” dalle mani degli spiriti.
  • Sbirciare attraverso o sotto una benda.
  • Usare ritagli di giornale o bambole, facendoli passare per spiriti.
  • Nascondere oggetti in pettinature elaborate.
  • Muovere oggetti a distanza grazie al getto di aria emesso da una palla di Peleo.
  • Produrre rumori di “spiriti” tramite esplosioni chimiche indotte dal potassio e dall’acqua.

 


Le fate di Cottingley

Tutto ebbe inizio nell’anno 1917, quando una bambina di 9 anni di nome Frances Griffiths e la madre, appena arrivate dal Sud Africa, vennero ospitate dalla zia di Frances presso il villaggio di Cottingley, nello Yorkshire occidentale. Fra i membri della famiglia ospitante c’era la cugina, figlia della zia, una ragazza di 16 anni di nome Elsie Wright.

Le due ragazze spesso giocavano insieme in giardino, dove affermavano di vedere le fate. Al fine di provare la veridicità delle proprie affermazioni, Elsie prese in prestito la fotocamera del padre, e fotografò le “fate”. Il padre di Elsie, Arthur Wright, aveva una sua camera oscura, e mentre stava sviluppando delle foto, ne trovò alcune che mostravano Frances dietro un cespuglio con 4 fatine che danzavano davanti a sé. Siccome Elsie aveva lavorato in uno studio fotografico, Arthur pensò che le fate non fossero altro che sagome di cartone.

Due mesi dopo le ragazze rubarono nuovamente la fotocamera del signor Wright e ritornarono con una foto di Elsie che tendeva la mano ad uno gnomo. Arthur Wright era convinto che si trattasse di uno scherzo, mentre sua moglie Polly credeva che fossero vere.

Le foto vennero rese pubbliche nel 1919, anno in cui Polly Wright aveva partecipato ad un incontro della Società Teosofica che si era tenuto a Bradford. Le fotografie vennero esposte in occasione della conferenza annuale della Società ad Harrogate, e qualche mese dopo catturarono l’attenzione di Edward Gardner.

Gardner inviò le stampe insieme ai negativi ad Harold Snelling, il quale pensò che le foto fossero vere.

Le immagini poi vennero viste da Sir Arthur Conan Doyle, il quale le utilizzò come illustrazioni per un articolo sulle fate che gli era stato commissionato dalla rivista Strand, e che venne pubblicato nel numero in occasione del natale 1920.

Gardner e Doyle chiesero alla compagnia fotografica Kodak di esprimere un parere sulle foto:sebbene i tecnici concordarono con Snelling che le foto non mostravano nessun segno di manomissione, le immagini delle fatine non potevano essere reali, per cui rifiutarono di emettere un certificato di autenticità. La compagnia fotografica Ilford disse che era evidente che si trattava di una falsificazione.

Nel 1920 Doyle mandò Gardner a conoscere la famiglia Wright. Arthur Wright disse a Gardner che aveva ispezionato la stanza delle ragazze e l’area attorno al ruscello, alla ricerca di pezzi di figurine o sagome di cartone, ma che non aveva trovato nulla.

Gardner tornò a Cottingley verso la fine di luglio dello stesso anno con due fotocamere e 24 lastre fotografiche segnate in segreto. Le ragazze scattarono diverse fotografie, delle quali due mostravano le fate.

L’articolo di Doyle apparve nel numero di dicembre 1920 della rivista The Strand conteneva due stampe ad alta risoluzione delle foto apparse nel 1917; le copie della rivista furono esaurite nel giro di pochi giorni dalla pubblicazione. Ci furono reazioni miste, molti commentatori credevano che si trattasse di uno scherzo, mentre altri pensavano che le foto fossero vere.

Gardner visitò Cottingley per l’ultima volta nell’agosto del 1921, ma non trovò più fotografie.

L’interesse per la storia delle fate di Cottingley scemò gradualmente, per riaccendersi solamente nel 1966, anno in cui un reporter del Daily Express rintracciò Elsie. La donna ammise, in un’intervista tenuta quello stesso anno, che le fate potevano essere state semplicemente frutto della sua immaginazione, lasciando intuire solamente che erano riuscite a fotografare i suoi pensieri.

Negli anni seguenti furono condotte altre ricerche, ma non fu fino al 1983 che Elsie e Frances ammisero, in un articolo pubblicato sulla rivista The Unexplained, che le fotografie erano state falsificate, anche se entrambe affermavano di aver visto veramente le fate. 

Elsie aveva utilizzato le illustrazioni di un libro per bambini del tempo, intitolato Princess Mary’s Gift Book (L’annuale letterario[1] della principessa Maria), aggiungendo delle ali alle figurine. Le ragazze avevano ritagliato delle sagome di cartone e poi le avevano fissate con delle forcine per tenerle in piedi.

Tuttavia Frances insistette nell’asserire che l’ultima foto scattata fosse vera.

Frances morì nel 1986, mentre Elsie nel 1988. Le lastre fotografiche di vetro furono acquistate per 6000 sterline da un compratore anonimo durante un’asta tenutasi a Londra nel 2001.


[1] Gli annuali letterari o souvenir / libri regalo erano libri del XIX secolo (ideati negli anni ’20 del 1800), generosamente decorati, che raccoglievano saggi, narrativa breve e poesia. Venivano stampati durante la stagione autunnale, in tempo per le vacanze natalizie, ed erano pensati per essere regalati anziché per essere letti da chi li acquistava. Spesso riportavano la data dell’anno successivo, anche se i diritti erano registrati per l’effettivo anno di pubblicazione.  (Wikipedia.en).


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