I Tarocchi e la Qabalah

Cosa è la Qabalah?

La Qabalah è un sistema di pensiero mistico ed esoterico che è stato tramandato (inizialmente a voce) di generazione in generazione come un metodo preciso che consente l’evoluzione della coscienza, l’acquisizione di un senso di unità col Tutto e il raggiungimento dell’Illuminazione. La Qabalah è fondata sulla tradizione ebraica e fino al XX secolo era destinata esclusivamente ai rabbini, i quali avevano accesso all’intero sistema cabalistico. La parola Qabalah deriva dall’ebraico Qibel, che significa “ricevere”. Ci sono diverse teorie riguardo l’origine della Qabalah, le principali:

  • La Qabalah venne rivelata a Mosé sul Monte Sinai, insieme ai 10 comandamenti.
  • L’Arcangelo Metatron rivelò gli insegnamenti contenuti nella Qabalah ad Adamo nel Giardino dell’Eden, e a sua volta Adamo li trasmise ad Abramo, fino a che questi arrivarono tramite il Profeta in Egitto.

In pratica la Qabalah fornisce un importante metodo di indagine che permette all’essere

cabala sacra

Una rappresentazione della Kabbalah Sacra, con i tre pilastri: sinistra = severità o giudizio / centro = equilibrio o dolcezza / destra = misericordia o grazia.

umano di comprendere qual’è la sua posizione nell’Universo, perché esiste ed è stato costruito dalla Sorgente, qual’è lo Scopo della sua Vita, da dove proviene e dove andrà una volta concluso il ciclo di incarnazione corrente. Dunque lo studio della Qabalah non è assolutamente da considerarsi un mero esercizio intellettuale, ma al contrario è un percorso di riscoperta interiore che richiede studio E pratica. Il Cabalista giunge gradualmente a comprendere quali passi compiere di volta in volta per trasformare la sua vita, perciò è chiamato a sperimentare su sé stesso. Infatti la Qabalah è chiamata “Saggezza Segreta”, dato che attraverso lo studio e la pratica della Qabalah la persona attraversa grandi e importanti cambiamenti interiori, che solo lui/lei può riconoscere e che spesso non sono visibili alle persone che gli o le sono intorno. Alcuni ritengono che la Qabalah sia una sorta di sistema matematico delle emozioni, in quanto ci permette di comprendere meglio ciò che proviamo, appunto, sotto forma di sensazioni ed emozioni. E quindi la Qabalah è una scienza esatta che prende in esame le emozioni provate dagli esseri umani; in effetti il Cabalista è in grado di studiare e allo stesso tempo sperimentare su sé stesso/a le emozioni descritte dal percorso cabalistico. Come tutte le discipline esoteriche, la Qabalah non può essere imparata a memoria ma richiede l’impiego di tutte le abilità della persona e inoltre la porta a fare immediatamente esperienza di ciò che sta apprendendo. Lo SCOPO DEL CABALISTA E’ QUELLO DI REALIZZARE TUTTO CIO’ CHE L’ESSERE UMANO E’ CAPACE DI REALIZZARE, AVENDO RISVEGLIATO TUTTE LE SUE CAPACITA’ INNATE. Perciò il Cabalista è qualcuno che studia la Qabalah e allo stesso tempo studia sé stesso e la natura di Tutto-Ciò-Che-E’ sperimentando tutto ciò che apprende e attraversando profonde trasformazioni interiori, inoltre è chiamato a CONDIVIDERE LE SUE CONOSCENZE CON GLI ALTRI, per aiutare l’EVOLUZIONE COLLETTIVA.

Ci sono diversi modi di scrivere la parola Qabalah: KABBALAH/CABALA/QABALAH.

  • KABBALAH (o KABALA) indica la versione originale, la Kabbalah ebraica.
  • CABALA indica la Cabala Cristiana.
  • QABALAH indica la Qabalah Ermetica.

L’originale ebraico KABBALAH è una TRASLITTERAZIONE LATINA DELL’EBRAICO QBLH, che significa “TRADIZIONE” il messaggio o tradizione che per diversi secoli è stato insegnato e tramandato oralmente. Occorre inoltre notare che l’ebraico si scrive da destra a sinistra e che il suo alfabeto comprende 22 lettere che sono tutte consonanti: Aleph (breve pausa), Beth (b), Gimel (g/gh), Daleth (d), He (h), Vau (v), Zayn (z), Cheth (ch), Theth (t), Yod (y), Kaph (k), Lamed (l), Mem (m), Nun (n), Samekh (s), Ayin (o, aa, ng (gutturale)), Peh (p), Tzaddi (ts – inglese – z di ragazzo – italiano), Qoph (q), Resh (r), Shin (sh di scena – [ʃ]), Tau (t o th (the – inglese – [θ]). L’ebraico non ha vocali. Ecco perché in ebraico Qabalah è scritta Qblh, senza le tre “a” della versione latina.

Storia della Qabalah

Alcune tradizioni riportano che il primo Cabalista della storia è stato il patriarca Abramo, il quale chiese al Creatore di spiegargli come funziona la vita e il metodo con cui è stato creato il mondo. Queste informazioni, o sistema, furono poi passate, come già detto, oralmente da Abramo ai successivi Cabalisti, e ciascuna generazione di Cabalisti aggiunse delle informazioni aggiuntive alle conoscenze tradizionali. Per cui la Qabalah continuò a svilupparsi persino dopo che la Bibbia venne messa per iscritto, e ancora oggi è in continua evoluzione. Già a partire dal 586 a.C. la Qabalah veniva studiata in gruppi di iniziati selezionati. A partire dal 70 d.C. fino ad oggi ci sono stati 3 periodi fondamentali nello sviluppo degli studi Cabalistici:

  1. III secolo d.C. – il Rabbino Shimon Bar Yochai e altri 4 fedeli, furoni gli unici a salvarsi dopo la distruzione del Secondo Tempio. Shimon Bar si rifugiò quindi con il figlio Eliezer in una caverna, dove vi restarono per 13 anni. Da questa caverna, dopo 13 anni, Shimon Bar emerse con lo Zohar (Lo Splendore – considerato il capolavoro del misticismo ebraico; fornisce la corretta chiave di lettura della Bibbia) e con un metodo nuovo e soprattutto chiaro per facilitare lo studio della Qabalah. Si dice che il rabbino Shimon Bar e il figlio Eliezer raggiunsero il livello di evoluzione chiamato Eliyahu Il Profeta, ovvero il Profeta Elia apparve a Shimon Bar per istruirlo. Lo ZOHAR è scritto sotto forma di parabole e in aramaico; secondo lo Zohar L’EVOLUZIONE DEL GENERE UMANO E’ SUDDIVISA IN 6.000 ANNI, DURANTE I QUALI LE ANIME ATTRAVERSANO UN PROCESSO CONTINUO DI SVILUPPO E QUINDI DI EVOLUZIONE, CHE SARA’ OSSERVABILE NEL PASSAGGIO DA UNA GENERAZIONE ALL’ALTRA (noi dovremmo essere giunti ormai alla fine di questi 6.000 anni di evoluzione). Il libro dello Zohar lasciatoci da Shimon Bar Yochai scomparse subito dopo essere stato scritto. Secondo la leggenda questi scritti rimasero nascosti in una caverna nelle vicinanze di Safed (in Israele) e furono ritrovati diversi secoli dopo da arabi che risiedevano nella zona. Un Cabalista di Safed un giorno comprò del pesce al mercato del posto e con sgomento scoprì che la carta che avvolgeva il pesce era una parte degli scritti dello Zohar. Così si sbrigò ad acquistare le altri parti del libro dagli arabi e le riunì, ricomponendo lo Zohar. Ma lo studio di questo testo continuò ad essere riservato ad un gruppo ristretto di Cabalisti, e si dovette attendere il XIII secolo per la sua prima pubblicazione.
  2. IV secolo d.C – il Rabbino Yitzhak (o Isaac) Luria (1534 – 1572), meglio conosciuto come Ari, nato a Gerusalemme nel 1534, a seguito della morte del padre si spostò con la madre in
    Isaac Luria

    Dipinto che raffigura Isaac Luria

    Egitto, dove divenne un mercante. Tuttavia dedicò la maggior parte del suo tempo allo studio della Qabalah. Secondo la leggenda Ari trascorse 7 anni in isolamento presso l’isola di Roda, sul Nilo, dove studiò lo Zohar, i libri lasciati dai primi Cabalisti e gli scritti della sua generazione di Cabalisti. Isaac Luria era stato uno studente del grande Cabalista Moses Cordovero (1522 – 1570), il quale concepì una nuova e ardita terminologia e un complesso simbolismo, oltre alle combinazioni di diverse lettere come un mezzo per meditare e pregare, il che diede vita al movimento dell’Haissidismo che RESE LA QABALAH ACCESSIBILE ALLE MASSE. Luria è conosciuto per la teorizzazione del fenomeno chiamato Tzimtzum → prima di Luria i Cabalisti sostenevano esistesse una connessione costante tra Ein Sof (l’Infinito, il Creatore) e l’Universo Fisico; a partire da Luria invece si divulgò la credenza che Ein Sof effettua una ritrazione o contrazione per far spazio alla Creazione – dunque che Dio/ il Creatore / la Sorgente o il suo Volere Supremo contrae la propria “luce” o “pensiero” per creare uno Spazio Vuoto nell’universo fisico da lui/lei creato; da questo Vuoto emergono Adam Kadmon (l’uomo primordiale) e gli infiniti Mondi (o Olamot) • quindi Tzimtzum viene anche definito “autolimitazione di Dio“. Si tratta in realtà di una metafora utilizzata per aiutare gli esseri umani a comprendere meglio come funziona la Creazione. A partire dal 1570 Ari si mise ad insegnare la Qabalah e ci lasciò il suo sistema di studio, che è quello ancora in uso. Tuttavia i tempi non erano ancora maturi, così i suoi scritti rimasero segreti, e infatti vennero sepolti insieme al corpo di Ari, e successivamente suo nipote recuperò parte di questi testi dalla tomba del nonno. In seguito l’interesse nei confronti della Qabalah si ridusse fino a scomparire del tutto i primi anni del XX secolo (lo studio fu tenuto in vita da pochi ermetisti e gruppi segreti)

  3. XX secolo – il Rabbino Yehuda Ashlag (1885 Polonia – 1945 Gerusalemme) aggiunse il suo metodo di studio della Qabalah a quello ideato da Ari. Suo figlio, il Rabbino Baruch Shalom (1907 – 1991) continuò ad insegnare il metodo tramandatogli dal padre. Il loro metodo comprende quindi sia gli scritti di Ari che lo Zohar e permette al Cabalista di studiare questo sistema come se fosse stato scritto in tempi moderni. Si dice che grazie al metodo di Yehuda Ashlag e di Baruch Shalom, chiunque intraprenda lo studio della Qabalah, nel giro di 3 – 5 anni raggiunge la piena comprensione e sperimenta cosa significa vivere come esseri umani pienamente risvegliati.

Secondo la tradizione TUTTI E TRE QUESTI CABALISTI (Shimon Bar Yochai, Ari, Yehuda Ashlag) SONO LA STESSA ANIMA CHE SI E’ INCARNATA TRE VOLTE PERCHE’ IN QUEI SPECIFICI MOMENTI STORICI L’UMANITA’ ERA PRONTA A RICEVERE ALTRE INDICAZIONI RIGUARDO LA QABALAH, E QUINDI IL SIGNIFICATO DELLA VITA.

Oltre a ciò, è possibile rinvenire un pensiero comune che lega la Qabalah allo Gnosticismo: in entrambe queste dottrine si ritiene che le Conoscenze Sacre di Dio che il Creatore ha tenuto nascoste agli esseri umani sono state poi rivelate all’umanità dal suo avversario, ovvero il Serpente nel Giardino dell’Eden che tentò Eva, e poi dagli Angeli Caduti che lo hanno trasmesso agli umani sotto forma della tecnologia spirituale chiamata Qabalah. Infatti GNOSIS significa CONOSCENZA DIVINA / DI DIO, e non possedere la Gnosi è considerato un grave errore in quanto solo grazie alla Conoscenza Divina l’essere umano può evolvere, TORNARE ALLA SORGENTE. Ripeto che tale CONOSCENZA è trasmessa sotto forma di RIVELAZIONE, non apprendimento mnemonico / puramente intellettuale. CONOSCERE DIO E’ LO SCOPO PRINCIPALE DELLA QABALAH, e qui ritorna l’idea del “CONOSCI TE STESSO“, il Dio in te, la Forza Creante che risiede in ciascuno di noi e che si esprime in innumerevoli modi.

Struttura della Qabalah

Il Libro della Creazione, o Sefer Yetzirah, scritto dal Rabbino Isaac Ben Abraham Il Cieco nel XIII secolo in Provenza, spiega che DIO/ LA SORGENTE HA CREATO IL MONDO ATTRAVERSO 32 PERCORSI SEGRETI CHE CONDUCONO ALLA SAGGEZZA SUPREMA, che sono rappresentati dalle 10 Sephirah e dalle 22 lettere dell’alfabeto ebraico (22 percorsi). Questi sono raffigurati nel grafico chiamato Albero della Vita, che è l’aspetto più noto della Qabalah. (vedi articolo sulla Qabalah).

Nel 2017 è comparso a Target Wood (U.K.) un cerchio nel grano che descrive un Nuovo Albero della Vita (leggi questo articolo). Le immagini qui sotto descrivono rispettivamente: il Nuovo Albero della Vita (sinistra) e l’Albero della Vita tradizionale (destra).

nuovo albero della vita  albero vita cabalistico

 


Storia dei Tarocchi

Un Alto Prelato egizio, Ermete Trismegisto (ci sono varie teorie su Ermete, qui ne viene

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Una delle Tavole Smeralde lasciateci da Ermete Trismegisto

presentata solo una delle tante), che è considerato uno dei più grandi iniziati della storia umana, vissuto prima di Cristo, ha lasciato all’umanità il suo Libro di Saggezza, conosciuto come Thoth o le Tavole Smeralde, dal quale deriva il famoso detto: “come sopra così sotto”. Questi insegnamenti sono stati definiti Scienze Ermetiche. Si dice che originariamente le Tavole Smeralde erano composte di 78 tavole, dalle quali deriverebbero le 78 carte dei Tarocchi. Perciò le 78 carte dei Tarocchi contengono l’antica saggezza di Ermete Trismegisto sotto forma di immagini. Sin dall’epoca antica del Cristianesimo i Tarocchi erano mal visti perché contenevano simbologie pagane, perciò l’utilizzo delle carte dei Tarocchi era proibito ai Cristiani. Ma i Tarocchi sopravvissero in Oriente, e si ritiene che vennero reintrodotti in Europa durante l’epoca delle Crociate (XI – XIII secolo). Nel 1300 i Tarocchi erano quindi tornati a diffondersi sul continente europeo, ma la Chiesa Cattolica

HermesTrismegisto1

Una raffigurazione di Ermete Trismegisto

continuò a perseguitare tutti quelli che ne facevano uso, e definì i Tarocchi “Il Libro Illustrato del Diavolo“, per cui chi li utilizzava veniva automaticamente accusato di praticare la stregoneria, “peccato” per il quale si veniva bruciati al rogo. Tuttavia, nonostante le persecuzioni ai Tarocchi, lo Gnosticismo raccolse in sé e tramandò le conoscenze pagane ed esoteriche all’interno dello stesso Cristianesimo, e così fu in grado di proteggere e far giungere fino a noi queste conoscenze. Si narra che i monaci medievali che avevano il compito di riportare le immagini raffigurate sui Tarocchi originari, utilizzassero una tecnica di Memoria simile ad un processo di visualizzazione e associazione usato oggi dagli esoteristi, per riportare alla mente queste rappresentazioni. Per ricordare, quindi, i monaci associavano le immagini presenti sulle carte ad un viaggio avventuroso e pieno di pericoli attraverso territori sconosciuti, tema ricorrente nella letteratura medioevale. Infatti, viaggiare, nel Medioevo, era un’attività estremamente rischiosa, esattamente come lo è attraversare e scoprire le parti più recondite del Sé nel Viaggio di Esplorazione Interiore Iniziatico (Notte Oscura dell’Anima). DURANTE IL MEDIOEVO ORDINI ESOTERICI SEGRETI E SOCIETA’ SEGRETE SI OCCUPARONO DI MANTENERE INTATTE LE CONOSCENZE RELATIVE AI TAROCCHI, PER TRAMANDARLE ALLE GENERAZIONI FUTURE (cioè a noi).

Il Simbolismo presente nei Tarocchi

Il simbolismo presente negli ARCANI MAGGIORI (22) si rifà non solo alla tradizione medievale europea ma anche agli insegnamenti esoterici del Buddhismo e all’Hinduismo, in particolare: 

  • Il FOLLE = il monaco errante del Medioevo.
  • L’IMPERATORE e l’IMPERATRICE = i genitori del Buddha.
  • Il CARRO = veicolo trionfante di Vishnu.
  • Il PAPA, l’EREMITA, l’APPESO (o IMPICCATO), la MORTE = l’uomo religioso. Si dice che il Vecchio, lo Storpio e il Cadavere sono stati incontrati dal Buddha poco prima che questi raggiungesse l’Illuminazione.
  • Gli AMANTI = il risveglio / l’innalzamento della Kundalini tramite la pratica del sesso sacro.
  • La RUOTA DELLA FORTUNA = la ruota del Karma e della Rinascita.

Albero della Vita Cabalistico e tarocchi

Nella seconda metà del XIX secolo Alphonse Louis Constant (1810 – 1875), un Abbate

folle percorso iniziatico

Il Folle (Arcano 0 – rappresenta l’Inizio, noi nel percorso del risveglio) e l’Iniziazione Cabalistica

Cattolico, mistico, Cabalista, filosofo e artista, che poi tradusse il suo nome in ebraico come Eliphas Levi Zahed, e oggi conosciuto come Eliphas Levi, si mise a scrivere un trattato completo sulla Magia, diviso in due parti: una teorica e una pratica. Nel 1856 pubblicò il testo Dogme et rituel de la Haute Magie. Levi giunse alla conclusione che i Tarocchi sono una rappresentazione pittorica dell’Albero della Vita cabalistico, dunque i TAROCCHI SONO UNA FORMA DI INIZIAZIONE AI MISTERI DELLA VITA. Per cui l’uso dei Tarocchi sarebbe destinato agli INIZIATI ai misteri della vita, e la DIVINAZIONE in realtà sarebbe un MODO PER TORNARE AD ESSERE DIVINI, UGUALI A “DIO”. Infatti gli Arcani Maggiori raffigurano il Viaggio che ciascuno di noi deve compiere per tornare alla propria Sorgente, o “Dio”. I disegni presenti sui Tarocchi sono simboli di energie archetipiche, ciò che gli antichi Egizi e Greci chiamavano “Dèi”. Le teorie sugli archetipi sono poi state studiate e sviluppate da Carl Gustav Jung nel XX secolo.

Basandosi sul lavoro di Eliphas Levi, esoteristi come Arthur Edward Waite, MacGregor Mathers e Alesteir Crowley, hanno creato i TAROCCHI MODERNI, basati sugli insegnamenti della Qabalah. Sul modello dei Tarocchi Rider-Waite sono stati creati gli oltre 1200 esemplari oggi in commercio. Oggi è possibile utilizzare mazzi di Tarocchi che mantengono intatta la simbologia ideata da A. E. Waite e Pamela Colman Smith, che descrive il percorso iniziatico di cui parla la Qabalah, ma che hanno uno stile più moderno, più adatto alle energie dell’Era Aquario e quindi meno “pesanti” rispetto a quelle adottate nel 1900. A.E. Waite era membro dell’Outer Order of the Golden Dawn dal 1891 e successivamente, dal 1901, divenne un Massone. I Tarocchi possono essere utilizzati non solo insieme all’Albero della Vita cabalistico, ma anche con altri sistemi esoterici, come l’Astrologia e la Numerologia.

Commercializzazione dei Tarocchi e immagine negativa

A partire dagli anni ’50 del 1900 è stata promossa a livello mondiale l’idea che i fortune teller cartoonTarocchi siano un sistema che permette di prevedere il futuro, e perciò sono visti come qualcosa di negativo, spaventoso e pericoloso da chi non conosce la loro vera storia e non ha idea di quale sia il loro reale utilizzo. Quindi la maggior parte delle persone crede che i Tarocchi  siano utilizzati esclusivamente da strege o “zingare” che predicono il futuro delle persone le quali in genere dopo aver ricevuto una lettura di questo tipo rimangono terrorizzate e si sentono impotenti. Infatti, se si cercano informazioni sulle letture dei Tarocchi in Internet, si trovano migliaia di siti che offrono consulti del tipo “lettura della fortuna” (leggi questo articolo) e che promettono di dire alle persone cosa accadrà o addirittura cosa devono fare, e quindi quali decisioni devono prendere.

Fool's journey

Una rappresentazione della Via del Folle (the Fool’s Journey in inglese) – immagine di Ciro Marchetti.

Al contrario in questi anni ci si sta impegnando per riportare i Tarocchi al loro antico Splendore, cioè ad essere utilizzati come una GUIDA METAFISICA NEL NOSTRO CAMMINO DI RISVEGLIO, sia come anime individuali che come coscienza collettiva. I TAROCCCHI CI AIUTANO A CONOSCERE NOI STESSI E A RICONGIUNGERCI CON LA NOSTRA VERA ESSENZA. Ognuno di noi ha in sé ciascuna delle 78 carte dei Tarocchi e ha vissuto, nel corso delle proprie numerose incarnazioni e nel corso dell’incarnazione corrente, il percorso descritto dai 22 Arcani Maggiori (meglio conosciuto come la Via del Folle), anche se non necessariamente in quel preciso ordine.