Trovare un equilibrio nel dare e ricevere (con un esempio cinematografico)

In questo articolo propongo una riflessione su una tematica molto importante per chi è su un percorso di risveglio spirituale consapevole, ovvero trovare un equilibrio tra il dare e il ricevere aiuto. E’ opportuno capire quando è il caso di dare liberamente e quando invece, pretendendo di voler “fare del bene” a tutti a tutti i costi, violiamo il libero arbitrio altrui, e i casi in cui occorre permettere a sé stessi di ricevere. Per far comprendere meglio questi concetti, mi avvalgo dell’esempio della trama di un film che ho avuto il piacere di vedere di recente.

Dare

dareL’atto di dare un aiuto consiste nel mettere a disposizione sé stessi, le proprie risorse mentali e / o materiali al servizio di un’altra persona. Potrebbe trattarsi di un dare senza chiedere nulla in cambio oppure di un dare chiedendo un compenso di qualsiasi tipo. Mi soffermo prima sul dare senza vincoli; questo avviene generalmente quando ci offriamo di aiutare una persona amica, un famigliare o anche un perfetto sconosciuto, perché sentiamo di avere i mezzi per farlo. In genere questo atto del dare liberamente è frutto di una decisione nata sul momento, senza troppa premeditazione. Nell’altro caso, ovvero fornire un aiuto in cambio di un compenso, si tratta di qualcosa su cui si è riflettuto a lungo e si è giunti ad un accordo con chi ha richiesto il nostro aiuto. Questo è un atto di dare che generalmente richiede molte energie e un certo grado di professionalità e preparazione da parte di chi accetta di aiutare: è ciò che accade quando attraiamo un nuovo cliente o ci viene affidato un incarico in ambito lavorativo. In entrambi i casi ci siamo trovati davanti qualcuno che aveva richiesto il nostro aiuto in un preciso momento della nostra vita.

Quando l’atto di dare diventa pericoloso

In genere, l’atto di dare (che sia un dare gratuito o dietro compenso) scaturisce da una richiesta. Quando però siamo noi a cercare persone a cui dare e proviamo un senso di soddisfazione e quindi di importanza per aver agito come “benefattori”, spesso stiamo violando il libero arbitrio altrui. Questo è il caso di persone che sono state cresciute con la credenza che dare è sacro ed è d’obbligo, mentre l’atto di ricevere è qualcosa di peccaminoso. Qualcuno che ha fatto sue queste convinzioni in genere mostra di essere fin TROPPO generoso con gli altri, al punto da soffocarli, e trascura pericolosamente sé stesso, finendo molto spesso con lo sviluppare malesseri o malattie nel corpo o disturbi a livello psicologico, momento in cui richiederà alle persone che ha intorno di concedergli tutte le loro attenzioni e le loro energie. In altre parole, chi dà soffocando gli altri alla fine inconsciamente chiede agli altri di restituirgli/le tutto ciò che ha dato in passato, ma con gli interessi. Si diventa una sorta di vampiri energetici…In altri casi questo tipo di persona può non solo ammalarsi più o meno gravemente ma può anche arrivare a perdere tutti i suoi averi, trovandosi in una situazione di totale indigenza. Ogni volta che diamo senza riflettere sulle conseguenze dell’atto che stiamo compiendo e soprattutto senza curarci di star violando il libero arbitrio altrui, stiamo perdendo il nostro equilibrio. Putroppo molti di noi sono stati educati secondo queste credenze…la cosa migliore che possiamo fare in questo caso è rieducare noi stessi ad amarci e ad apprezzare la nostra unicità, in modo da non dover “colmare” vuoti interiori tentando di controllare l’esistenza altrui.

Ricevere

L’atto di ricevere comporta esprimere un bisogno (verbalmente o solo attraverso l’Intenzione) e accettare che qualcuno (o le Energie Universali) ci fornisca l’aiuto ricevererichiesto. Quando ci permettiamo di ricevere siamo aperti alle Infinite Possibilità e impariamo ad accettare che l’aiuto ci può arrivare in modi inimmaginabili, per cui anche il risultato finale sarà diverso da ciò che immaginiamo. Perciò il ricevere implica maggiore “passività” del dare, se non altro perché non stiamo agendo attivamente per ottenere il risultato sperato. La paura di molti di noi è quella di essere abbandonati nel momento del bisogno, perché ci si dimentica di essere costantemente connessi ad un Potere Universale che è abbondanza infinita esso stesso.

Quando l’atto di ricevere diventa egoismo

Molti dicono di aver paura di ricevere perché temono di diventare egoisti…questo può accadere solo quando ci focalizziamo ESCLUSIVAMENTE sul dare o sul ricevere. In entrambi i casi si può diventare egoisti…CHI PRETENDE DI DARE SOFFOCANDO GLI ALTRI E SOLO PER SENTIRSI IN PACE CON SE’ STESSO, DI FATTO COLMANDO UN VUOTO EMOTIVO, O CHI VUOLE SOLTANTO RICEVERE DANNEGGIANDO E FACENDO VIOLENZA SUGLI ALTRI, STA AGENDO IN MODO EGOISTA. Perciò, se vogliamo essere in equilibrio, occorre imparare a dare e a ricevere. Se riceviamo soltanto significa che ci aspettiamo che gli altri si addossino le nostre responsabilità, e crediamo fermamente che tutto ci è dovuto. Spesso questo è l’atteggiamento di chi fa la vittima e crede che solo lui / lei soffre ed ha bisogno di aiuto, mentre tutti gli altri sono cattivi ed avidi; oppure si può trattare di una persona arrogante che crede di avere il diritto di distruggere la vita altrui per soddisfare le sue necessità.

The English Teacher: un esempio cinematografico sulla necessità di trovare un equilibrio tra il dare e il ricevere

Qualche settimana fa mi sono imbattuta in una commedia del 2013 che mi ha fatta ragionare sul mio percorso di evoluzione spirituale. Non so se l’intenzione del regista fosse quella di mettere in luce quanto una tendenza esagerata a dare o a ricevere porti a conseguenze “negative”, ma io ho deciso di prendere questo film come esempio pratico per illustrare quanto detto più sopra. Per non rivelare l’intero contenuto del film, qualora qualcuno di voi volesse vederlo dopo aver letto questo articolo, presenterò solamente i punti centrali della storia.

Il film inizia con una voce femminile fuori campo che sembra uscita da un romanzo della

the english teacher locandina
The English Teacher (2013), locandina del film

Austen, che funge da narratrice della storia e presenta allo spettatore la protagonista, Linda Sinclair, insegnante di inglese presso un liceo di Kingston, in Pennsylvania, una single che a quarant’anni non riesce a trovare un compagno di vita. La voce narrante serve a far comprendere al pubblico quanto la donna viva in un mondo di “finzione” popolato di eroi ed eroine romantiche. Il film subisce una svolta quando Linda si propone di aiutare un suo ex studente, Jason Sherwood, il quale ha tentato di affermarsi come drammaturgo a New York dopo la laurea in Cinema e Teatro, ma ha fallito miseramente. L’insegnante si impegna a far rappresentare la sua opera teatrale agli allievi del liceo, anche se alcuni contenuti della pièce non sono adatti ad una rappresentazione liceale. Dopo aver fatto pressione sui presidi della scuola, aver mentito a questi, promettendo che avrebbero tagliato la scena finale in cui tutti i personaggi muoiono, aver richiesto la partecipazione dell’insegnante di regia Carl e dei suoi studenti, ed essersi fatta carico di tutte le spese extra della messa in scena, Linda ottiene il permesso di dare il via al suo progetto. Una serie di fraintendimenti e

scena film the english teacher
Una scena del film (Linda e Jason)

imprevisti portano la verità a galla e l’insegnante viene messa sotto accusa da tutti per aver mentito, e viene inoltre licenziata. In più Linda ha un piccolo incidente d’auto e questo la porta a chiudersi in sé stessa e a rinunciare a partecipare alla messa in scena dell’opera teatrale. Quando però Jason si trova a dover gestire il peso delle responsabilità in qualità di autore della pièce, inizia a comportarsi come un bambino capriccioso e minaccia di volersi suicidare. Nella scena in cui Linda gli chiede scusa per avergli mentito, Jason scarica la colpa su di lei e ripete di voler porre fine alla sua vita, dicendole che, lungi dall’essere una brava insegnante, impartisce una serie di cliché illusori ai suoi studenti, che non hanno nessuna attuazione nella vita pratica: “Credi VERAMENTE di avere un impatto positivo nelle loro vite leggendogli Emerson!?”¹

Il fatto è che Linda agisce come qualcuno che dà troppo, al punto da soffocare gli altri e dal ritenere normale di dover ricorrere alle “bugie a fin di bene” pur di ottenere i risultati sperati. Questo la porta a voler “mettere ordine” nella vita degli altri, in questo caso del suo ex allievo, facendosi carico di responsabilità che non le competono e trovandosi tutto il mondo contro. Con questo suo atteggiamento ha attratto a sé persone come Jason che si comportano da vittime e pretendono che gli altri risolvano i loro problemi personali. Ma Jason stesso non voleva essere aiutato, dato che si era arreso dopo i ripetuti fallimenti, per cui è stata Linda a non cogliere i segnali…


¹Frase originale presa dal film: “Do you REALLY think you affect their lives by reading them Emerson?!” (traduzione mia).

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