Il mistero di Maria Maddalena e Gesù: il vero Cristianesimo delle origini.

La figura di Maria Maddalena è una delle più misteriose della religione Cristiana ed è legata a quella di Gesù e quindi ai primi Cristiani. Etichettata come “prostituta,” solamente negli ultimi anni Maria Maddalena ha iniziato ad essere rivalutata grazie al lavoro di ricercatori indipendenti e di mente aperta. Risolvere questo mistero ci permette anche di comprendere meglio come doveva essere la prima manifestazione della “religione” Cristiana, che all’inizio, come vedremo, era una dottrina mistica e profondamente scientifica. Torniamo quindi a porci domande sulle nostre origini, ma soprattutto sulla nascita della religione più diffusa in Occidente, alla quale la maggior parte di noi appartiene spesso solamente perché i nostri familiari sono fedeli.

Questo articolo vuole presentare una delle molte versioni dei fatti per aprire la mente del lettore a nuove possibilità. A questo punto della nostra evoluzione non possiamo asserire di essere gli unici a detenere la verità sulla vita, ma possiamo di certo esplorare varie opzioni se non altro per iniziare una lunga ricerca della Verità che inizia solo ora e che non sappiamo dove ci porterà.

Ciò che viene presentato in questo articolo è tratto dal libro di William Henry del 2006, intitolato Mary Magdalene: the illuminator (the woman who enlightened the Christ), che potrebbe essere reso in italiano come Maria Maddalena: la portatrice di Luce (la donna che illuminò il Cristo).


Maria Maddalena come una Shakti

Nell’Induismo Shakti è il nome dato alle consorti o partner spirituali femminili di uomini che assolvono la funzione di maestri spirituali o divinità, i quali sono chiamati

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Caduceo

Shiva. Maria Maddalena sarebbe stata una Shakti. La figura della Shakti è molto importante per il Tantra, pratica spirituale che utilizza l’energia della Kundalini per raggiungere un livello di coscienza più elevato e la liberazione dall’ignoranza, dalla sofferenza e dalla rinascita – il Tantra puro ha lo stesso fine del primo Cristianesimo! La Kundalini è un’energia femminile ed è vista anche come una dea. La Shakti è una donna che ha “bruciato il velo” (Illusione, maya) e ha raggiunto una profonda conoscenza delle dinamiche universali; in altre parole conosce il funzionamento della Vita. La Shakti è la manifestazione dell’energia

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Ankh egizia

femminile che crea, e completa l’aspetto maschile, che è invece statico, il principio immanifesto della Realtà Divina. Il simbolo di questa dualità maschile – femminile è il CADUCEO di MERCURIO, che potrebbe simboleggiare l’unione di maschile + femminile, cielo + terra, cuore + mente. La Kundalini quando si risveglia è vista come un SERPENTE che sale e riattiva la conoscenza femminile latente (simboleggiata dal “frutto proibito”), e porta a stati di coscienza alterati e amplifica i poteri degli esseri umani (chiamati “Sidhis”, pronuncia “sci”). Il risveglio della Kundalini è anche chiamato il “risveglio pranico”. Un simbolo del Prana è l’Ankh egizia o “Chiave della Vita”.


Maria Maddalena e Gesù potrebbero essere stati dei teurgi

William Henry afferma che Maria Maddalena e Gesù potrebbero essere stati dei teurgi: la Teurgia è un sistema di purificazione rituale che si basa sulla visione magica dell’universo derivata dagli Oracoli Caldei. La Teurgia nacque ad Alessandria di Egitto 2000 anni fa e racchiudeva in sé le religioni persiana, greca, babilonese e egiziana, unite per dare vita ad un sistema che permetteva la rinascita dell’Anima. Fu insegnata ad Atene fino al V secolo d.C. Coloro i quali erano riusciti a connettersi col Divino, salvando così la propria Anima, erano chiamati MISTICI. Gesù in questa ottica è visto come “incarnazione della via / cammino / porta all’Illuminazione”. Vedremo in seguito come Gesù fosse visto da varie tradizioni antiche come il mezzo per giungere alla liberazione dalla carne.

Teurgia significa “lavoro divino” e “rendere gli uomini degli dèi”. Gli opposti della Teurgia sono la Teologia (che si limita a parlare degli dèi) e la Theoria (pura contemplazione intellettuale proposta da Plotino).


Maria Maddalena: un’iniziata di Pitagora?

Manly P. Hall racconta dell’effetto prodotto da Pitagora sulle persone: quando lo incontrava per strada la gente si prostrava ai suoi piedi come sopraffatta da una forza misteriosa emanata da lui. Apollonio di Tiana, figura messianica del I secolo d.C., aveva le stesse capacità di Pitagora: era in grado di placare in pochi secondi una rissa o qualsiasi tipo di sommossa popolare solo con la forza della sua presenza. Apollonio di Tiana era un grande mago e alchimista, è definito l’ultimo grande iniziato dell’era pre-cristiana e a lui è stata attribuito il ritrovamento della Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto. Se Maria Maddalena fu un’iniziata di Pitagora anche lei potrebbe aver avuto i suoi stessi poteri.


L’alchimia e l’arte della profumeria

Molti oggi (inclusi i Cristiani) ritengono che Maria Maddalena fosse intenta a studiare lozioni e profumazioni particolari dopo la crocifissione di Gesù, quando viveva in Francia. L’alchimia è sempre stata vista come un’arte profondamente esoterica riservata a un’esigua élite e ai più alti iniziati, ma può sorprendere scoprire che in antichità anche l’arte della profumeria era segreta. Questa arte nacque in Egitto e venne perfezionata intorno al 2500 a.C., ed era praticata solamente da determinate caste sacerdotali che conoscevano l’alchimia. Proprio perché l’alchimia e l’arte della profumeria nacquero in Egitto il nome antico di questo Paese, Al Khem, potrebbe aver dato origine all’odierna parola “alchimia” (“alchemy” in inglese). Anticamente non vi era separazione tra cosmetici, medicinali, spezie,…ma tutto era usato per guarire. Dunque non si confezionavano profumi e cosmetici per preservare la bellezza del corpo, ma per mantenerlo in salute. L’arte della profumeria era principalmente svolta all’interno del Tempio di Hathor / Ishtar presso Denderah.

Maria Maddalena unse il corpo di Gesù crocifisso con un misterioso olio, che si dice garantisca la sopravvivenza della coscienza dopo la morte del corpo fisico e impedisca la rinascita, per liberare l’Anima dalla schiavitù umana. Ad oggi nessuno ha ancora identificato con certezza da cosa fosse costituito questo olio, anche se alcuni affermano che potrebbe essere prodotto dal corpo umano stesso e quindi ciascuno di noi è in grado di assicurare la sopravvivenza della coscienza oltre la dissoluzione del corpo fisico attraverso un lungo lavoro di purificazione (come i teurgi!). Si dice che Maria Maddalena trascorse il suo tempo dopo l’arrivo in Francia a studiare profumeria.

Maria Maddalena e la misteriosa sostanza cosmica con la quale unse Gesù crocifisso

Potrebbe darsi che quando viene detto che Maria Maddalena lavò i piedi di Gesù con le sue lacrime in realtà ci si riferisca ad una sostanza cosmica trasformativa cheiu-4 proverrebbe da M82, ovvero dall’Orsa Maggiore (Ursa Major), definita la “fabbrica delle stelle”; tale sostanza cosmica viene emessa durante l’esplosione di una stella o l’esplosione che dà vita a una nuova stella al centro di una galassia. Nella nostra Via Lattea questi eventi non si verificano da ben 200 milioni di anni, per cui si pensa che la sostanza utilizzata dalla Maddalena provenga dall’Orsa Maggiore. Da qui provengono degli “spray cosmici” costituiti da particelle subatomiche (protoni, neutrini, quark e muoni) e probabilmente anche da frammenti di anime. Questo misterioso olio o sostanza cosmica se cosparso sul corpo elimina la paura, porta illuminazione e prepara a salire sulla Scala per il Paradiso, per ricongiungersi a “Dio”.

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Ursa Major

L’olio usato da Maria Maddalena per cospargere il corpo di Gesù sarebbe lo stesso utilizzato dall’Arcangelo Michele per ungere Enoch quando questi giunse al 7° Cielo, come raccontato nel Libro di Enoch. Il profeta, quando giunse nella “Casa” del Signore era terrorizzato, così “Dio” ordinò all’Arcangelo Michele di spogliare Enoch delle sue vesti e di ungerlo con l’olio santo e “vestirlo” come loro. Questo tolse ogni paura ad Enoch.

A tal proposito bisogna menzionare il fatto che lo pseudonimo francese di Maria Maddalena era “La Signora delle Acque,” “ La Dompna del Aquae” in lingua occitana.

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Tempio di Salomone II tratto da un’antica Bibbia Massonica.

Infatti in Languedoc la Maddalena è chiamata in questo modo; tale nome deriva dalla menzione della Fontana delle Acque Vive della Canzone di Salomone nell’Antico Testamento (4:15) alla quale è stata associata Maria Maddalena. Invece molti credono che questo nome le è stato dato dopo il suo arrivo in Francia, visto che dovette viaggiare per mare. Per i primi Cristiani il

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Ricostruzione in miniatura del II Tempio di Salomone (opera di Erode il Grande). 

simbolo dell’Acqua Viva era il Pesce; si trovano tantissime raffigurazioni di pesci nelle catacombe romane ma anche nei sigilli cilindrici sumeri e in altre parti del mondo. L’Acqua Viva è diversa dalla comune acqua in quanto è cosmica, ha un’azione stimolante nel senso che favorisce il “risveglio”. L’unica fonte di Acqua Viva è quella del Tempio di Salomone.


Maria Maddalena: moglie di Gesù?

Si ritiene che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù e che insieme ebbero dei figli, e iu-7il loro secondogenito sarebbe stato Josephus. Sembra che questi si recò a Glastonbury con lo zio Giuseppe di Arimatea. Pare che la madre di Gesù, Maria, ebbe ben 8 figli, tra questi Giuseppe di Arimatea, fratello di Gesù. Da Josephus discenderebbero Lancelot, Percival e la linea bretone degli Stuart. I Merovingi affermavano di essere discendenti di Maria Maddalena e Gesù. In generale i discendenti di Maria Maddalena e Gesù sono chiamati Desposini.

Presso Domme (prigione dei Templari come vedremo in seguito) si trovano i graffiti dei

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Graffito dei Templari (Domme) che ritrae la crocifissione (notare la donna incinta alla sinistra di Gesù). 

Templari, alcuni molto bizzarri; uno in particolare ritrae la scena della crocifissione: qui Giuseppe di Arimatea raccoglie gocce del sangue di Gesù (probabilmente servendosi del Santo Graal). Alla sinistra di Gesù c’è una donna incinta che tiene in mano un bastone o una bacchetta magica; questa donna potrebbe essere proprio Maria Maddalena che tiene in mano lo strumento magico del marito. Sempre a Domme i graffiti raffigurano un pesce dalla cui bocca esce l’Albero della Vita e un altro grande pesce (ricordiamo che il pesce per i primi Cristiani era simbolo dell’Acqua Viva). Gli gnostici chiamavano Gesù lAlbero della Vita o il ramo.

Secondo William Henry la storia di Gesù e Maria Maddalena è analoga a quella di Iside e Osiride: Iside rimise insieme i pezzi del corpo di Osiride assassinato, successivamente fatto a pezzi da Seth che ne rinvenne il cadavere, e lo unse; anche la Maddalena unse il corpo di Gesù. Sembra che la parola greca Christ / Christos / Kristos e il latino Chretus derivino dall’egiziano Karast, che significa olio; forse la storia di Gesù e Maria Maddalena è quella di Iside e Osiride e quindi risale al 10.000 a.C.? Karast in egiziano vuol dire anche “mummia”; gli egizi avevano sviluppato una tecnologia che si serviva di tonalità musicali, luci e piante non meglio identificate per stimolare la produzione di grandi quantità di ormoni che permettono alla coscienza di sopravvivere dopo la dissoluzione (morte) del corpo fisico. Per le dottrine esoteriche ma anche per i primi Cristiani era importante assicurarsi di divenire dei risvegliati in vita e di seguire una serie di istruzioni segrete che avrebbero assicurato che la coscienza sarebbe sopravvissuta alla morte e che non ci si sarebbe più reincarnati sulla Terra.

Sia Giuseppe (padre di Gesù) che Giuseppe di Arimatea (fratello di Gesù) erano degli Ho Tekton, termine erroneamente tradotto come “falegname”; un Ho Tekton è un “maestro

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Giuseppe di Arimatea raffigurato da Pietro Perugino.

artigiano” che si occupa di alchimia. Quindi i due Giuseppe erano degli alchimisti che producevano il “pane” (sostanza divina). Per la leggenda Giuseppe di Arimatea era lo zio di Maria, la madre di Gesù (ogni menzione di altri figli di Maria e Giuseppe è stata cancellata o messa in dubbio a partire da Costantino I), fu il fondatore della prima Chiesa Cristiana in Inghilterra e il custode del Santo Graal (“acqua” e sangue del corpo di Gesù crocifisso, sostanze che furono “trasformate”, cioè “illuminate” e sono divenute una reliquia sacra). Per la leggenda popolare Giuseppe di Arimatea era un ricco zio di Gesù, un mercante che prese parte ai commerci di stagno tra la costa occidentale dell’Inghilterra e il Mediterraneo; portò con sé il giovane Gesù, quando questi aveva tra i 12 e i 30 anni, in Cornovaglia e forse in Somerset. Secondo

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Il Santo Graal

alcuni Giuseppe di Arimatea è l’antenato di Sir Lancelot e Sir Galahad, personaggi resi celebri dal ciclo arturiano.

Ma ancora più degno di nota è il fatto che secondo molti fu Giuseppe di Arimatea ad accompagnare Maria Maddalena in Provenza dopo la crocifissione di Gesù; insieme i due unirono gli studi e le scoperte di Gesù per produrre il “pane degli angeli”.

Gesù potrebbe essere stato un sacerdote dell’ordine di Melchizedek (Re egizio della Luce, Akhenaton, il quale reintrodusse l’antica religione della Luce chiamata Aton. Pare che i primi Cristiani riverissero la memoria di Akhenaton e di sua moglie, Nefertiti e associavano loro Gesù e Maria Maddalena). Nel Libro di Matteo Gesù è discendente di David e di Abramo e pretendente al trono di Israele. Il futuro Re Gesù fu mandato in Egitto a studiare, e qui divenne sacerdote dell’ordine di Melchizedek. Quest’ultimo era specializzato nella cerimonia della comunione e della Scala per il CieloNella Bibbia è detto che Lord Melchizedek, re di Sion e precursore di Jeus, iniziò Abramo ai misteri del Santo Graal (Genesi 14:18), simbolizzati dal pane e dal vino (utilizzati da Gesù stesso nella comunione). Dopo aver ricevuto questa iniziazione Abramo divenne il nuovo e migliore Abra-H-am e Sara divenne la migliore SaraH. Per i mistici l’aggiunta dell’H simboleggia l’acquisizione da parte di Abramo (ora Abraham) del “soffio di Dio” o “anima di Dio”. Quindi Abraham e Sarah divennero super-umani, e la stessa cosa accadde a Gesù. Potrebbe sorprendere scoprire che a volte Gesù stesso è chiamato “Gesù H. Cristo” (Jesus H. Christ in inglese).

Nelle catacombe romane si possono trovare affreschi risalenti alla prima epoca

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Una delle primissime raffigurazioni di Gesù (notare cosa ha in mano!) – Catacombe di San Callisto, Roma. 

cristiana che raffigurano Gesù con in mano una specie di ramo o bacchetta magica. A partire dal IV secolo d.C., quando il Cristianesimo fu proclamato religione ufficiale dell’Impero Romano per opera di Costantino il Grande (o Costantino I), evento che ebbe luogo più precisamente nel 323 d.C., le opere che ritraevano Gesù con in mano una bacchetta magica / un ramo vennero fatte sparire. E allo stesso modo venne fatta sparire qualsiasi menzione di Gesù e Maria Maddalena come di una coppia.


Perché la Maddalena è stata definita una “prostituta” e una “peccatrice”?

Maria Maddalena fu erroneamente (o volutamente?) identificata da Papa Gregorio Magno come una prostituta. Era il 591 (poco più di 200 anni dopo la proclamazione del Cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero Romano da parte di Costantino I) e Papa Gregorio, mentre recitava un sermone, la identificò come la prostituta penitente che lava i piedi di Gesù (Lc. 7), confondendola con Maria di Betania, sorella di Lazzaro e Marta. Nonostante il fatto che in occasione del 2° Concilio Vaticano del 1969 la Chiesa Cattolica riconobbe questo errore, ancora oggi molti continuano a chiamare la Maddalena “prostituta”. Sarà forse una coincidenza che prima del Papa Gregorio Magno nella Chiesa le donne ricoprivano incarichi importanti e dopo furono ritenute impure e peccatrici?

Anche Gesù fu accusato erroneamente di essere un mago nero: i Farisei (gruppo sociale composto da intellettuali e scriba ebrei) dissero che era un mago nero che operava come agente di Beelzebul (Signore degli Inferi).


E se la “croce” di Gesù non fosse una croce?

La Bibbia non menziona esplicitamente con quali strumenti è stato torturato e quindi ucciso Gesù, ma per i Cristiani odierni si tratta senza dubbi di una croce. Per altri invece era una scala di legno. Per gli Atti degli Apostoli è un albero. Per il Cristianesimo ufficiale la croce con la quale fu ucciso Gesù era fatta del legno dell’Albero della vita che si trova nell’Eden. Nelle primissime iconografie cristiane Gesù era un giovane pastore sbarbato nelle vesti di Osiride, che teneva in mano un bastone o una bacchetta magica, e non era mai raffigurato su una croce. La croce entrò a far parte del simbolismo cristiano solamente a partire dal II secolo d.C. grazie al terzo libro della trilogia che tratta della vita cristiana di Clemente Alessandrino (teologo, apologeta e padre della Chiesa nato presumibilmente ad Atene da genitori pagani), intitolato Stromateis. Clemente Alessandrino, in questa sua opera, fu il primo in assoluto a menzionare la croce. Per lui: “la croce è il simbolo del Signore”. Il suo contemporaneo Tertulliano denominò i Cristiani “Crucis Religiosi, cioè “i devoti della croce”. Ma è molto probabile che la croce di cui parlavano Clemente e Tertulliano si riferisse ad una croce in cielo, un particolare allineamento celeste, derivato da osservazioni astronomiche (forse al momento della morte di Gesù) e non ad una vera e propria croce di legno.

Vedremo tra poco come i Catari e i Templari si rifiutarono categoricamente di credere nella croce sulla quale fu crocifisso Gesù.


La morte di Gesù e la persecuzione di Maria Maddalena e dei suoi discepoli

Maria Maddalena assistette alla reazione violenta di Gesù quando questi scoprì che Caifa (sommo sacerdote sadduceo del Tempio di Salomone situato sul Monte Moriah, fu colui che fece arrestare e che chiese la crocifissione di Gesù) aveva autorizzato scambi commerciali all’interno del II Tempio di Salomone. Gesù radunò alcuni dei suoi discepoli più avanzati per cacciare via i mercanti dal tempio. Sfortunatamente per lui uno dei suoi discepoli, Barabba, uccise un uomo. Questo segnò la fine della vita di Gesù, dato che Caifa ne chiese l’arresto e in seguito la crocifissione.

Secondo la leggenda dopo la crocifissione molti discepoli di Gesù, tra i quali figura Maria Maddalena, furono condannati a morte, e quindi fatti salire su una specie di imbarcazione pericolante che sarebbe dovuta affondare nel Mediterraneo. Ma per Grazia Divina giunsero tutti sani e salvi al Porto di Marsiglia.

Un’altra leggenda racconta che Maria Maddalena, subito dopo la crocifissione di Gesù, chiese protezione a Erode Agrippa II (re vassallo di Roma; alla morte del padre era troppo giovane per succedergli e quindi ereditò solo in seguito il regno di Calcide in Libano alla morte dello zio Erode. I Romani furono così felici del suo operato che gli concessero altre terre, così il suo regno si espanse. Si impegnò a sottomettere gli ebrei. Nel Nuovo Testamento (Atti 26) si narra di un suo incontro con San Paolo di Tarso). Erode Agrippa accolse la richiesta della Maddalena e la mandò a Lione, dove si trovava la sua residenza di famiglia. Così Maddalena portò con sé tutti i segreti di Gesù e oggi non si sa dove siano stati nascosti…


I Catari

Quella dei Catari è definita un’eresia e nacque in epoca medievale dal bisogno di credere e di vivere diversamente la propria religione. I Catari volevano tornare al modello ideale di chiesa descritto nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli. Il loro era

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Gli abitanti di Lavaur e i loro alleati affrontano i crociati, olio su legno di Hervé Olivier, 1211.

un radicale anticlericalismo dato che mettevano in discussione l’esistenza delle strutture e del personale ecclesiastico. Catari significa “uomini puri,” erano anche chiamati Albigesi, Concorrenziani e in molti altri modi. I Catari potrebbero derivare da una setta chiamata Bogomil comparsa nel X secolo in Bulgaria e diffusasi a Costantinopoli alla fine dell’XI secolo. I Catari avevano una dottrina dualista: riconoscevano Dio e il Demonio, ed entrambi avevano pari dignità. Per loro il Demonio ingannò Dio riuscendo a far cadere gli angeli imprigionandoli nella materia. Infatti per loro l’essere umano è un angelo dormiente imprigionato nella materia, discendente degli angeli caduti. Questi primi Cristiani chiamavano la Chiesa AMOR e furono massacrati dalla Chiesa di Roma, che a ragione è stata definita una grande organizzazione terroristica che commise il primo genocidio in Europa perseguitando i Catari per impedire che la vera parola di Gesù si diffondesse nel mondo. I Catari volevano raggiungere uno stato di totale purezza e rifiutavano i sacramenti, anche se alcune comunità catare osservavano il Consolamentum (battesimo per gli adulti). Per i Catari ogni essere umano deve liberare il suo animo dal potere del male che governa il mondo terreno. Dopo il Concilio Cataro di Saint Felix De Caravan del 1167 si iniziò ad intuire la pericolosità per la Chiesa Cattolica di questa comunità religiosa, così Papa Alessandro III li condannò come eretici, condanna confermata poi anche da Papa Innocenzo III e da Papa Onorio III. Innocenzo III diede inizio alla Crociata che annientò i Catari.

I Catari crearono una lingua di simboli ed emblemi nel 1280 per divulgare i loro insegnamenti. Per nascondere i loro scritti li chiusero tra due fogli di carta e quindi bisogna mettere i fogli contro luce per poter leggere ciò che vi è scritto. Questi scritti furono rinvenuti agli inizi del XX secolo da Harold Bayley (Sir Harold Walter Bayley, che pubblicava i suoi libri come H. W. Bayley, è stato un eminente studioso inglese di lingua saka e sanscrito, che si occupò di condurre studi comparati di lingue iraniane, vissuto tra il 1899 e il 1996).

I Catari rifiutavano l’immagine della croce perché simbolo di terrore e paura. Vennero trucidati 60 anni prima dei Templari. Per i Catari la croce era il falso idolo dei terroristi (Chiesa Cattolica Romana).

Durante i primi 3 secoli d.C. (dallo 0 al 300 d.C. circa) furono uccisi i Nazareni, crocifissi dalle legioni romane o dati in pasto ai leoni per dilettare il pubblico romano. Sono considerati dei MARTIRI perché hanno preferito morire anziché rinunciare alla loro fede. Ricordiamo che sulla croce di Gesù c’è un’iscrizione, INRI, che stava ad indicare il crimine da lui commesso. Exotericamente INRI significa “Gesù il Nazareno, Re dei Giudei,” ovvero il suo crimine era stato quello di dichiarare di essere l’unico salvatore del mondo e aver sfidato l’autorità di Tiberio Cesare. “Re dei Giudei” era un insulto, un modo di prendere in giro Gesù. Esotericamente INRI significa “La natura tutta si rinnova attraverso il fuoco”. Il fuoco è una coscienza rinnovata, risvegliata, “superiore” alla norma.


I Templari

L’ordine dei Cavalieri Templari era uno dei più potenti al mondo. Si pensa che venne creato

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La processione dei Cavalieri Templari, dipinto di Kaye Miller-Dewing.

per proteggere i pellegrini cristiani dagli “infedeli”. Molti ritengono che durante i loro viaggi in Medio Oriente nel corso del XII secolo fossero alla ricerca di conoscenze antiche. Si pensa che questi monaci-militari recuperarono i segreti nascosti sotto il II Tempio di Salomone sul Monte Moriah (Gerusalemme) e che acquisirono immense conoscenze e ricchezze…ricchezze ultraterrene! Templari e Catari veneravano Gesù come un Angelo di Luce che era venuto nel mondo per portare all’umanità una Tecnologia Spirituale per fuggire alla vita terrena e giungere nel Regno di Luce attraverso l’Albero della Vita (qui visto come la Merkaba, il Carro Divino che porta l’essere umano al Cancello di Dio; si risale l’Albero della Vita risvegliandosi e purificandosi, partendo dalla Sephira Malkuth e giungendo infine a Keter). Ricordiamo qui che gli gnostici chiamavano Gesù “Albero della Vita” o “ramo”; a Domme (prigione dei Templari) e nelle catacombe romane Gesù è raffigurato con una bacchetta / ramo in mano. Si tratta forse di un ramo dell’Albero della Vita?

I Templari non confondevano Gesù col Cristo: Gesù fu colui che incarnò la Coscienza

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Graffiti Cavalieri Templari a Domme – particolare di un misterioso pesce.

Cristica sulla Terra e non il Cristo. Volevano consegnare nuovamente all’umanità la Tecnologia Cristica portata da Gesù. Ma il Re francese Filippo il Bello e la Chiesa di Roma volevano questa tecnologia tutta per sé…

Nell’autunno del 1307 Papa Clemente V, con l’aiuto di Re Filippo V di Francia, fece arrestare i Templari (precisamente il 13 ottobre 1307) in Francia. I Templari furono imprigionati a Domme, dove ancora oggi sono custoditi i graffiti opera dei Cavalieri.

Però c’è da chiedersi perché i Templari, i quali si rifiutarono strenuamente di venerare la croce, incisero sulle pareti nella loro prigione di Domme scene della crocifissione di Gesù? Chi voleva diventare Templare doveva affermare di non credere nella croce e per accedere ai loro luoghi segreti di riunione occorreva sputare sulla croce. Probabilmente questi graffiti devono essere interpretati in una chiave diversa; sicuramente mostrano che i Templari incarcerati a Domme possedevano conoscenze esoteriche molto avanzate (acquisite durante i loro viaggi in Terra Santa?).

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Altri crocifissi incisi sulle pareti della carcere dei Templari – Domme. 

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Conclusioni

È molto interessante esplorare le varie ricerche condotte negli ultimi anni in tutto il mondo che cercano di dare una risposta al mistero di Gesù e Maria Maddalena e quindi al vero, puro, primo Cristianesimo. Credo sia importante porsi delle domande e aprire la mente a nuove possibilità. Nel futuro prossimo potrebbe giungerci finalmente la rivelazione che attendiamo…


Nota importante sulla Merkaba e l’Albero della Vita

Per William Henry la MERKABA è l’ARCA DELL’ALLEANZA (secondo la Bibbia (Esodo) il Tempio di Salomone fu costruito per ospitare l’Arca dell’Alleanza, la “sostanza” di “Dio”

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L’Arca dell’Alleanza

discesa sulla Terra; l’Arca sarebbe il contenitore delle tavole della legge che Dio consegnò a Mosé, inoltre conteneva la Manna (sostanza magica chiamata il “pane di Dio” che piovve miracolosamente dal cielo e sfamò gli Israeliti durante una delle loro peregrinazioni nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto, precisamente quando si stavano avvicinando al Monte Sinai, luogo in cui ricevettero la Torah. I Rabbini credono che al suo ritorno il Messiah farà piovere nuovamente la Manna dal cielo, così quando venne Gesù sulla Terra gli chiesero di provare che fosse veramente il Messia facendo apparire la Manna) e la Verga di Aronne). L’Arca sarebbe un contenitore in legno di acacia lunga 2 cubiti e mezzo, larga 1 cubito e mezzo e alta 1 cubito e mezzo, esternamente ricoperto di oro. Sulla sommità si trova un coperchio di oro puro

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L’Albero della Vita raffigurato come una Merkaba (cerchio nel grano del 2017)

sormontato da due Cherubini in oro, i quali hanno il corpo da leone e il volto da sfinge oltre alle ali che tengono aperte verso l’alto mentre il viso è rivolto verso l’interno. Si ritiene che “Dio” alloggi tra i due Cherubini. Si pensa che l’Arca abbia poteri soprannaturali e che emetta potenti scariche elettriche contro chi le si avvicina impunemente. Henry spiega che l’immagine della Merkaba come l’unione di due tetraedri popolarizzata da Drunvalo Melchizedek e sulla quale sono fiorite un’infinità di scuole e maestri che insegnano come “riattivarla”, non si sa da dove provenga e non è corretta. La Merkaba è l’Arca dell’Alleanza, infatti molti santi e re del passato (anche alcuni del presente) sono sempre rappresentati seduti su un Trono – il Trono della Merkabah – un Sistema di Trasporto Intergalattico. Poco conosciuta è anche la verità che per i cabalisti le 10 Sephiroth prese insieme sono la Merkabah, il Carro di Dio, la Scala per il Cielo. Questa simboleggia la Scala Celeste che conduce al Cancello di Dio. Ciò significa che noi, risalendo tutte le Sephiroth a partire da Malkuth, stiamo “risalendo” (allora “riattivando la Merkaba!”) e ritornando al nostro stato di esseri divini.


Bibliografia e sitografia:

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