INTERVISTA AL DOTTOR KAUFMAN: COSA SIGNIFICA QUANDO AFFERMANO DI AVER “IDENTIFICATO” IL “VIRUS”, COSA RILEVANO REALMENTE I TEST PCR E COME INVENTANO LE “VARIANTI”…IL TALLONE DI ACHILLE DEL SISTEMA!

Ultimamente stanno uscendo fuori molte verità riguardo la finta pandemia inscenata sin dall’inizio del 2020, tuttavia quasi nessuno affronta il problema alla radice“Siamo mai riusciti ad isolare e a purificare un “virus”?”

Da qui sorgono altre domande. “È mai stato provato che esista un germe responsabile delle malattie? Da dove provengono le sequenze genetiche “virali” mostrate al pubblico? Come sono state messe insieme le immagini tanto sbandierate dei vari “virus”? Quanti guadagni porta alle case farmaceutiche la credenza nella Teoria dei Germi di Pasteur? Perché viene proposto un “vaccino” se nessuno è riuscito ad isolare il “virus”? Cosa contiene realmente questo “vaccino” e perché, fra le molte altre stranezze, non ne conosciamo la composizione?”

Ma soprattutto: “Come mai così tanti medici sono caduti nel tranello? Cosa hanno studiato all’università? Hanno veramente a cuore la salute dei loro pazienti? Perché negli ultimi anni sembra che la medicina allopatica stia uccidendo un maggior numero di persone anziché aiutarci a guarire?”

Se non mettiamo in dubbio il fatto che sia stato realmente isolato il “virus” non possiamo far veramente crollare questa bestiale messinscena.


INTERVISTA ORIGINALE IN LINGUA INGLESE (visibile su Odysee.com):

https://odysee.com/@drsambailey:c/Odysee-Hunting-Viruses-With-Andy-Kaufmann-1-comp:7

“Successivamente ho scoperto che la ragione per la quale non lo fanno come ho detto io [si riferisce all’isolamento del virus secondo i Postulati di Koch, N.d.T.], ossia isolare e poi purificare l’organismo direttamente dal suo ospite, è perché non sono in grado di farlo” – Dottor Kaufman.


ALLA RICERCA DEL VIRUS PERDUTO …

Il Dottor Andrew Kaufman è un medico e psichiatra forense statunitense che insieme alla Dottoressa Samantha Bailey (medico di base neozelandese) e altri ha pubblicato il libro Virus Mania. In questa intervista ci spiega nel dettaglio cosa significa quando le “autorità” affermano di aver “identificato” il “virus”, cosa analizzano realmente con i test PCR e come inventano le “varianti”. Il cammino del dottore è iniziato quando ha scoperto che le medicine somministrate ai pazienti psichiatrici non funzionano e che nell’insieme fanno più male che bene, con rare eccezioni. Kaufman pratica la psichiatria forense,[1] una sotto-specialità unica e di nicchia che utilizza le abilità forensi per esaminare un grande numero di prove col fine di discernere i fatti dalla finzione, per cui quando nel 2020 sentì parlare di un virus che stava iniziando a diffondersi fra la popolazione – al tempo si trovava in un aeroporto nel Nord della California, dove vide per la prima volta gente che indossava mascherine fuori dall’ambiente ospedaliero – si incuriosì molto e decise di tornare alle origini: partendo dall’affermazione che questo virus si è diffuso da Wuhan, iniziò a studiare tutti gli articoli accademici apparsi in lingua inglese, e mentre li consultava si sentiva incredibilmente confuso poiché non capiva cosa stesse accadendo, infatti constatò che gli esperimenti di laboratorio che stavano conducendo non avevano senso, e che in base ad essi “gli esperti” affermavano di essere riusciti a dedurre l’esistenza di un nuovo virus. È stata tale realizzazione a metterlo in allerta.

Pensò di studiare anche la storia della teoria sui virus, nota come Germ Theory (la teoria promulgata dalla medicina allopatica, senza la quale peraltro essa non avrebbe ragione di esistere) e ciò che scoprì è a dir poco sconvolgente.

In precedenza Kaufman aveva già condotto delle investigazioni in ambito medico, durante le quali era emerso che molte affermazioni della medicina mainstream sono prive di fondamento – in genere in questi casi la scienza medica riconosceva di aver sbagliato, e provvedeva a modificare le sue teorie: ad esempio un tempo dicevano che in caso di arresto cardiaco occorre evitare di assumere betabloccanti poiché tali farmaci indeboliscono ulteriormente il cuore, mentre oggi sappiamo che il cuore si rigenera da solo e che i betabloccanti in verità fanno sì che il muscolo cardiaco non si indurisca troppo, quindi attualmente a chiunque abbia un arresto cardiaco vengono somministrati immediatamente i betabloccanti.

Anche in veste di psichiatra si rese conto che ciò che viene insegnato ai medici spesso è non solo incorretto, ma è l’esatto opposto della realtà.

Dunque quando ha iniziato ad investigare la questione “coronavirus” si aspettava di trovare delle imprecisioni, ma ciò che ha scoperto è infinitamente più sconvolgente.


Nota:

[1] La psichiatria forense è il settore disciplinare che studia i risvolti medico-legali della psichiatria e le problematiche forensi che spesso si affrontano in campo penale e civile con soggetti affetti da patologia psichica. Si tratta di una scienza ausiliare della criminologia che spazia dalla giurisprudenza alla salute mentale, che fornisce un giudizio diagnostico-valutativo e prognostico. Tale giudizio serve a stabilire le condizioni mentali di un soggetto in riferimento a un particolare reato e ad un preciso momento del corso giudiziario. Si sviluppa intorno al XIII e XIV secolo. […] Gli psichiatri forensi lavorano con il giudice o il magistrato per valutare la competenza individuale di poter assistere ad un processo sulla base di un disturbo mentale o un’anomalia nonché per aggiungere eventuali raccomandazioni sulla sentenza finale. […] [Lo psichiatra forense si occupa di svolgere una] valutazione delle competenze: Si tratta di una competenza di valutazione che serve a determinare se l’avvocato è capace mentalmente di difendere ed assistere un imputato. In America è una norma tassativamente prevista dal Quinto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che garantisce il diritto da parte dell’imputato di essere presente al processo, di opporre valide giustificazioni all’accusa e di avere assistenza da un avvocato […]. [Oltre che] la valutazione delle testimonianze: gli psichiatri forensi sono spesso nominati come periti sia nei procedimenti penali che civili per fornire un parere su uno specifico problema, spesso basato su rapporti e relazioni dettagliate prima di esprimerlo verbalmente al processo. Il tutto naturalmente corredato da un punto di vista neutrale. […] [Fra le altre cose si occupa anche di effettuare una] valutazione dello status mentale all’atto del delitto […]. FONTE: Wikipedia Italia.


COME FUNZIONA L’ISOLAMENTO DI UN VIRUS

Si tratta in pratica di TROVARE UN NUOVO ORGANISMO, nello stesso modo in cui nel mondo macroscopico gli scienziati scoprono nuove specie di animali, e come ad esempio è stato nel caso del giaguaro scoperto in Sud America: gli scienziati lo osservarono nel suo habitat naturale e poi prelevarono un esemplare al fine di condurre delle sperimentazioni – ma attenzione, non presero il giaguaro insieme ad ogni altro animale che si trovava nelle vicinanze dell’esemplare catturato, mescolandoli insieme in un frullatore! Questo è proprio ciò che fanno quando dicono di aver scoperto un nuovo virus: non lo cercano mai nel posto in cui può trovarsi naturalmente, nel suo habitat naturale, ossia non lo prelevano direttamente da una persona o da un animale che credono si sia ammalato a causa del virus, procedendo poi a separare il virus da ogni altro elemento preso dal malato in modo da avere davanti solamente tale virus per poterlo esaminare nel dettaglio. A questo punto dovrebbero condurre le stesse sperimentazioni che conducono sul giaguaro, cioè osservarlo, vedere quale forma ha, quali sono le sue caratteristiche fisiche – e bisogna ricordare che nel caso di un virus c’è bisogno di un MICROSCOPIO ELETTRONICO poiché si tratta di un organismo troppo piccolo per essere osservato con qualsiasi altro metodo. Poi bisognerebbe determinare di quale materiale è fatto (di ferro? Di legno?), occorrerebbe poi capire se questo organismo ha al suo interno del materiale genetico, e in caso di risposta affermativa lo scienziato dovrebbe essere in grado di estrarre il genoma direttamente da questo campione, proprio come hanno fatto per lo Human Genome Project (Progetto genoma umano), quando hanno estratto il DNA direttamente da cellule umane. Ma NON CONDUCONO QUESTO TIPO DI ESPERIMENTO, invece FANNO QUALCOSA DI MOLTO STRANO: prendono un campione di fluidi corporei dal malato MA NON SEPARANO IL VIRUS, prendono il fluido così com’è (nel fluido sono presenti batteri, funghi, e i diversi tipi di cellule che compongono il corpo del malato, oltre che il suo materiale genetico, eccetera…per esempio se estraggono il fluido dai polmoni nel campione ci sarà ogni elemento che è stato inalato dal soggetto fino al momento del test), poi a questa miscellanea aggiungono una coltura cellulare estranea, che definiscono “Coltura virale”. Chiamano questo processo “isolamento del virus” ma è un termine fuorviante dato che stanno mescolando il supposto virus con tutte queste sostanze. Poi affermano che i danni provocati alle cellule che si trovano in questa coltura (la quale presenta cellule estranee al corpo del paziente, spesso prese dalle scimmie) sono la prova della presenza di un virus in qualche parte nel fluido polmonare. Per cui vengono violati tutti i principi di un ESPERIMENTO SCIENTIFICO, il primo dei quali è che bisogna isolare una singola variabile – se si vuole dimostrare che un virus danneggia la coltura cellulare bisogna inserire SOLAMENTE il virus, non una miscellanea di sostanze, altrimenti come capiamo cosa ha provocato il danno? A questo esperimento andrebbe poi associato un esperimento di controllo, ma se quest’ultimo viene a mancare automaticamente l’esperimento non può essere considerato valido. NESSUNO DI QUESTI “ESPERIMENTI SUL VIRUS” HA USATO UN GRUPPO DI CONTROLLO. Per cui si stanno violando i principi fondamentali degli esperimenti scientifici. Se decidiamo di studiare le sperimentazioni condotte sin dall’inizio di questa “pandemia” è impossibile capirci qualcosa, semplicemente perché non hanno senso. Questi “scienziati” NON SONO IN GRADO DI ISOLARE E PURIFICARE L’ORGANISMO DIRETTAMENTE DAL SUO OSPITE. Ci hanno provato per almeno una decade, fra gli anni ’40 e i primi anni ’50 del 1900, dopo l’invenzione del microscopio elettronico, ma non sono mai stati in grado di distinguere una particella estranea predominante, tutto ciò che videro fu una varietà di particelle che si rivelarono essere nient’altro che cellule morenti – e tutte le cellule morenti, non importa per quale meccanismo muoiano (se per necrosi o apoptosi), mentre muoiono rilasciano delle particelle e infine si disintegrano prendendo le sembianze di particelle di varie dimensioni, e molte di esse presentano lo stesso materiale genetico e gli stessi elementi morfologici e strutturali di ciò che chiamano “virus”. Si tratta in realtà di ESOSOMI, SCARTI CELLULARI. Per tale ragione le sperimentazioni sono state sospese a partire dai primi anni ’50 del 1900 fino a che negli anni ’80 non è stato ideato un nuovo esperimento (l’ignobile test PCR), il quale fra l’altro non ha mai affermato di essere in grado di provare l’esistenza dei virus, solo in seguito è stato reinterpretato in modo che la gente credesse che fosse in grado di provare e scoprire l’esistenza di virus di tutti i tipi.

Il Dottor Stefan Lanka ha condotto degli esperimenti di controllo fornendo prove di laboratorio che confutano del tutto la teoria dei virus. Lanka, insieme ad altri collaboratori, ha lanciato il Progetto Immanuel (Projekt Immanuel), nel corso del quale ha condotto gli esperimenti di controllo che non sono stati svolti dalle “autorità mediche”. In pratica hanno preso la stessa coltura cellulare da inoculare con il campione nel quale si ritiene sia presente il virus, e l’hanno fatta sviluppare nelle stesse condizioni – nell’esperimento ufficiale fanno una cosa molto strana, ossia privano le cellule della coltura dei loro nutrienti e aggiungono antibiotici molto tossici ad una concentrazione di 2 o 3 volte maggiore di quella usuale. Ma se si guarda alla letteratura scientifica che spiega come coltivare le cellule Vero[2] in modo che si mantengano in salute NON si raccomanda affatto di inserire degli antibiotici! Di norma le cellule Vero crescono e si riproducono rapidamente, quindi per danneggiarle occorre “sfoltire” la coltura rimuovendo mezza provetta in media una volta ogni pochi giorni. Quando il Dottor Lanka e i suoi associati hanno fatto crescere la coltura cellulare senza aggiungere nulla (né un virus né altre sostanze o organismi) hanno ottenuto GLI STESSI IDENTICI EFFETTI CITOPATICI CHE PROVEREBBERO CHE È PRESENTE UN VIRUS NELLA COLTURA. In altre parole hanno PROVATO L’ESISTENZA DEL VIRUS, SOLO CHE NON C’ERA NESSUN VIRUS NELLA COLTURA!!!

L’esperimento condotto da Lanka e dai suoi colleghi mette in crisi la virologia…

Dovranno fare di tutto per evitare che i risultati di questo esperimento vengano divulgati, altrimenti la virologia morirà di una morte violenta poiché l’esperimento di Lanka vanifica l’esistenza di qualsiasi virus di cui le autorità hanno parlato sino ad oggi.


Nota:

[2] Le cellule Vero sono una linea cellulare utilizzata nelle colture cellulari.

La linea Vero fu isolata da cellule epiteliali renali estratte dal cercopiteco grigioverde (Chlorocebus sp.; precedentemente chiamato Cercopithecus aethiops), sviluppata il 27 marzo 1962 da Yasumura e Kawakita all’Università di Chiba, in Giappone […].

FONTE: Wikipedia Italia.


COME ISOLANO LE SEQUENZE GENETICHE DEI SUPPOSTI VIRUS?

La risposta è molto semplice: HANNO INVENTATO DI SANA PIANTA LE SEQUENZE GENETICHE DI QUESTI FANTOMATICI VIRUS!

Dopo aver sequenziato il primo codice genetico (esiste un indice dei codici già sequenziati), tutti gli altri DNA vengono messi a confronto con il primo, per cui dobbiamo capire come hanno “scoperto” il primo!

Hanno estratto del fluido polmonare (un miscuglio di vari organismi i quali hanno ciascuno il proprio genoma) da un unico paziente che presentava sintomi di polmonite, hanno eseguito un test PCR che diede risultato positivo e questo è stato interpretato come la prova della presenza di un’infezione virale. Dunque da questo fluido nel quale si trovavano vari organismi hanno estratto l’RNA, che poi hanno separato in sequenze più brevi che presentavano un numero inferiore o uguale a 150 basi azotate (ricordiamo che il DNA e l’RNA non sono altro che lunghe sequenze di 4 basi azotate – ciascuna rappresentata da una lettera – e il codice o l’ordine delle lettere determina l’informazione genetica; funzionano quindi in modo simile al codice binario); hanno potuto prendere solo sequenze più brevi perché hanno eseguito il test in modalità ultra-rapida – secondo la tecnica conosciuta come Next Generation Sequencing (NGS, sequenziamento in parallelo)– in pratica effettuano tutti questi sequenziamenti insieme mettendoli in parallelo anziché analizzare un filamento di DNA per volta, ed hanno così ottenuto 56 milioni e mezzo di pezzi separati di RNA, di cui ciascuno presentava 150 o meno basi azotate. Poi li hanno inseriti in un computer…ma NON SAPPIAMO DA DOVE PROVENGONO realmente QUESTI FRAMMENTI DI RNA: ricordiamoci che siamo alla ricerca di un organismo minuscolo di cui nessuno è mai riuscito a provare l’esistenza, all’interno di un miscuglio di tantissimi altri organismi (il fluido polmonare del paziente). NESSUNO HA ISOLATO IL VIRUS E POI HA ESTRATTO IL SUO DNA, è solo stato sequenziato dell’RNA preso dal miscuglio di organismi che è il fluido polmonare del paziente malato.

Da queste 56.5 milioni di sequenze singole di RNA ne hanno rimosse alcune (non sappiamo quali però, ci dicono che rimuovono alcune sequenze “umane” ma non è chiaro se intendono l’intero genoma umano o solo l’mRNA (RNA messaggero)). Poi consultano un programma di computer che tenta di prendere i piccoli pezzi e di metterli insieme sovrapponendo le sequenze RNA fra di loro – per esempio può uscire fuori la sequenza T-A-G-C all’estremità di un RNA e una sequenza T-A-G-C all’estremità di un altro RNA, quindi queste due sequenze vengono abbinate per formare una sequenza più lunga, e così via, fino ad ottenere ciò che chiamano “CONTIG (abbreviazione di “contigui”) – ossia sequenze contigue o segmenti che formano una vasta sequenza contigua. Per ottenere questo risultato si servono di due software diversi: inseriscono i dati nel primo per vedere se dà i risultati sperati, e nel secondo per vedere se quest’ultimo dà risultati ancora migliori del primo. Questi due software alla fine hanno generato oltre 1 milione di Contig differenti e di varie lunghezze – da molto brevi fino a circa 30.000 basi azotate; è interessante notare che affermano che l’esatta lunghezza dei genomi virali sia proprio di circa 30.000 basi azotate. Degli oltre 1 milione di Contig simulati al computer ne selezionano solo il più lungo, e affermano che questo deve essere il codice genetico del “virus”.

In sintesi SI PARTE DA UN MISCUGLIO DI ORGANISMI E NON DA UN ORGANISMO SINGOLO, TENTANDO DI ESTRARRE QUALCOSA DI INDEFINITO DA TALE MISCUGLIO.


COME INVENTANO LE “VARIANTI”

Sospettavano che il “Sars-Cov-2” provenisse dai pipistrelli, e allora hanno inserito questo Contig in un database per confrontarlo con un virus che assomiglia “Sars-covid” estratto in qualche modo da un pipistrello: il genoma “virale” estratto dal pipistrello che si credeva fosse affetto da tale virus è stato estratto sempre allo stesso modo (vedi spiegazione precedente).

Hanno scoperto che il “covid” dei pipistrelli è simile al Contig generato al computer come un essere umano è simile ad un gatto domestico…

Hanno poi preso questo Contig e lo hanno confrontato con il genoma “virale” estratto dal pipistrello, aggiungendo qualcosa e togliendone un’altra qua e là, avvalendosi della loro fervida immaginazione e facendo in modo che avesse la stessa struttura genica del “virus” dei pipistrelli.

A questo punto hanno detto che i due genomi sono simili al 91% o al 92%, dichiarando che “questo è il genoma virale del Sars-CoV-2”.

Da lì ogni volta che eseguono i test PCR sui pazienti confrontano i dati con la sequenza generata a computer del codice genetico “virale” trovato nei pipistrelli. NON RIESCONO però A RIPRODURRE QUESTO ESPERIMENTO, poiché se ci provano ottengono risultati sbagliati e le sequenze geniche non corrispondono più, per cui TUTTI QUESTI RISULTATI “SBALLATI” – CHE come abbiamo visto NON POSSONO ASSOLUTAMENTE ACCORDARSI dato che si basano su codici genetici inventati di sana pianta con l’ausilio dei computer – SONO CHIAMATI “VARIANTI” e “MUTAZIONI; con questa scusa infondono paura dicendo alla gente che è pericoloso recarsi in certi luoghi del mondo.

Una persona dotata di buonsenso infatti sapendo tutto questo si chiederebbe: “Come facciamo a trovare le varianti di un virus che non è stato mai isolato?”

Immagine generata al computer, un “virus”, frutto dell’immaginazione di alcuni scienziati…con le sue Spike (in rosso).

Ancora più divertente è la questione delle fantomatiche “Spike”[3], una sorta di protuberanze che sono state create dalla mente fantasiosa di qualche grafico, lo stesso che ha messo insieme l’immagine del “virus”… Oggi anche quelli che dicono di essere “contro il sistema” parlano di Spike, e se ci pensate è tutto molto divertente perché ci si sta dibattendo su questioni che semplicemente non esistono! È tutto nella nostra testa…


Nota:

[3] [La teoria è che la proteina Spike o S decori] la superficie del virus formando delle protuberanze caratteristiche, facendolo sembrare una corona – da cui il nome “Coronavirus”. Si tratta di glicoproteine, e ciò significa che contengono carboidrati (come ad esempio molecole di zucchero). [Ci dicono che] tali proteine giocano un ruolo importante nel modo in cui i virus infettano i loro ospiti.

FONTE: 1) https://www.unisr.it/news/2020/6/la-biologia-strutturale-per-sars-cov-2-la-proteina-spike

2) https://www.sciencenewsforstudents.org/article/explainer-what-is-a-spike-protein


COME AUMENTARE I CASI DEI “POSITIVI”…

In Nuova Zelanda e nel Regno Unito hanno da poco iniziato ad effettuare test PCR  prendendo come campione le acque reflue SENZA IL CONSENSO DELLA POPOLAZIONE per identificare casi di “Sars-CoV-2” e nuove “varianti”. In questo modo pianificano di continuare ad imporre quarantene e altre restrizioni assurde in futuro.


I POSTULATI DI KOCH SONO ANCORA VALIDI…

Nonostante tutti i tentativi di fare credere che i test PCR siano in grado di individuare la presenza di un’infezione virale, i Postulati di Koch sono ancora validi e vengono infatti menzionati in molti articoli scientifici che trattano di “coronavirus”.

I Postulati di Koch sono la colonna portante della Germ Theory…almeno fino a che essa non sarà confutata pubblicamente.

Com’è possibile non riuscire ad individuare il germe che si crede abbia fatto ammalare un paziente all’interno di campioni prelevati da tale soggetto e continuare ad asserire che la malattia sia stata provocata da un virus? Questa è PSEUDOSCIENZA, ed è pure un insulto all’intelligenza umana!


CONCLUSIONI

Il NUCLEO DEL PROBLEMA è L’ESISTENZA DEL VIRUS, i temi che ci troviamo ad affrontare oggi sono solo conseguenze di questo problema centrale, per cui sarebbe opportuno iniziare a mettere in dubbio il fatto che si sia riusciti ad identificare tale “germe”, altrimenti continuiamo a fare sempre il gioco del sistema ritrovandoci a lottare ad infinitum contro qualcuno o qualcosa.

A questo punto segue la seconda grande domanda LOGICA: “ma se nessuno ha mai identificato un virus, cosa mettono nei vaccini? E perché questa corsa alla “vaccinazione” di massa?”

Secondo il mio punto di vista (in qualità di metafisica) è veramente in atto un’Ascensione e questo “virus” è utilizzato come scusa per non evolvere, poiché come vedete l’idea della pandemia sta aprendo le porte ad un sistema sociale completamente diverso e per niente “democratico”, nonché alla soppressione dell’Anima Superiore nell’essere umano.

Non consiglio a nessuno di mettersi a lottare contro il sistema (eccetto se ci si deve difendere); è invece importante condividere queste informazioni con chi è pronto per riceverle e prepararsi a fare un grande salto di coscienza…


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